Speca accusa Pilotti: sull’ospedale posizione non concordata con il Pd

TERAMO. Il Pd risponde al Pd. Il segretario dell’unione comunale del Pd Massimo Speca risponde al capogruppo Pd in Comune Luca Pilotti che ieri sulla pagine del Centro ha parlato di nuovo ospedale...
TERAMO. Il Pd risponde al Pd. Il segretario dell’unione comunale del Pd Massimo Speca risponde al capogruppo Pd in Comune Luca Pilotti che ieri sulla pagine del Centro ha parlato di nuovo ospedale ma anche della necessità di avviare un dibattito su che fare del vecchio e soprattutto del megaparcheggio a 7 piani mai ultimato.
«Non posso non rilevare», osserva Speca, «che – per chi assume l’onere e la responsabilità di co amministrare un Comune capoluogo -– la trattazione di tematiche di tale portata debba passare da una preliminare attività politica all’interno del proprio partito di appartenenza e, in seconda battuta, in seno alla maggioranza che oggi ha assunto la responsabilità del governo della città di Teramo.La delicatezza del tema dell’assetto urbanistico della città, dell’offerta sanitaria e, più in generale, dei rapporti con la principale Azienda della provincia di Teramo, impone passaggi di condivisione e di concertazione politico – amministrativa che non possono lasciare spazio ad estemporanee uscite di un singolo».
Speca ribadisce che purtroppo «ancora una volta nessuna concertazione sul punto si è avuta con il Pd di Teramo e, conseguentemente, nessuna attività politico-amministrativa ha trovato rilievo nelle attività della maggioranza. Il rispetto che si deve alla collettività del Partito Democratico che si rappresenta nel consesso comunale e la preliminare condivisione di linee politiche, mal si conciliano con dichiarazioni personali rese da chi ha assunto un ruolo apicale di rappresentanza di una comunità che ha contribuito fattivamente al successo e all’elezione di ciascuno di noi».
Insomma, Speca parla di una mancata interlocuzione nel partito, per elaborare linee politiche che possano assumere rilevanza nell’esercizio dell’attività amministrativa, «abbandonando ogni estemporanea iniziativa personale che, per quanto condivisibile, in assenza di concertazione non può assumere valore per un collettivo politico. Ritengo che questo sia il minimo che si debba agli elettori, ai simpatizzanti e a tutti coloro che, a vario titolo, hanno deciso di appoggiare questo progetto politico non più di un anno fa». (a.f.)

