Spedisce foto osé a una ragazzina Il giudice lo assolve

L’uomo crede di inviarle via Facebook a una minorenne Ma a riceverle sono i genitori che controllano il profilo
TERAMO. La trappola virtuale dei genitori funziona a metà. Perché, spacciandosi per la loro figlia di 14 anni, riescono a far inviare foto porno all’orco che cerca di adescare in rete incastrandolo con una denuncia. Ma in udienza preliminare l’uomo viene prosciolto perchè l’ipotesi contestata dalla procura, ovvero corruzione di minori, non regge visto che a ricevere quelle foto osé non è stata una minorenne ma due genitori che, ai tempi di social sempre e comunque, hanno giustamente pensato di sorvegliare a vista il profilo Facebook della figlia. Perché anche se nel 2015 l’Unione Europea ha innalzato a 16 anni il limite di età per l’iscrizione, gli stratagemma per aggirare il divieto non si contano e così i minori continuano a restare sul social. E un po’ d'ansia tra i genitori sembra legittima visto che le statistiche dicono che il 67,5% dei teenager tra i 12 e i 14 anni ha un profilo su Facebook, di questi il 17,2% si collega per più di tre ore al giorno, mentre il 24,6% di ragazzini, secondo l'ultima indagine della Società italiana di pediatria, ha ammesso di aver inviato una propria fotografia a sconosciuti intercettati online.
La storia approdata ieri davanti al gup Giovanni de Rensis racconta un caso specchio della paura dilagante che i genitori hanno della rete. Così ecco che mamme e papà si trasformano in 007 pronti a controllare i profili dei figli. E’ il caso di questa coppia di teramani che, proprio nel visionare il profilo della figlia 14enne, s’imbatte nell’uomo che, dopo essere entrato in contatto con la ragazzina, le scrive chiedendole se può inviarle delle foto di lui nudo. Non sa che dall’altra parte non c’è lei, ma i suoi genitori decisi a raccogliere prove contro l’adulto che insidia le ragazzine. Così parte l’ ok , l’uomo non ci pensa due volte e invia le foto. La trappola virtuale dei genitori riesce: mamma e papà si presentano dalla polizia con tanto di materiale e denunciano. Scattano le indagini al termine delle quali il fascicolo approda in procura: il pm titolare ipotizza il reato di corruzione di minori e per questo chiede il rinvio a giudizio dell’uomo. Davanti al gup il pm d’udienza chiede l’assoluzione: codice alla mano il reato non si è consumato visto che a ricevere quelle foto non c’è stato nessun minore. Il gup proscioglie l’uomo e dispone il non luogo a procedere. Sarà interessante conoscere le motivazioni.
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