Spedizione teramana alla conquista delle Ande

TERAMO. Quattro alpinisti abruzzesi alla conquista dell’Alpamayo, due settimane di tempo con cinque tappe per coprire 3000 metri di dislivello e raggiungere i 5.947 metri della vetta dellamontagna...
TERAMO. Quattro alpinisti abruzzesi alla conquista dell’Alpamayo, due settimane di tempo con cinque tappe per coprire 3000 metri di dislivello e raggiungere i 5.947 metri della vetta dellamontagna andina. Gaetano Di Blasio, Andrea Capobianco e Giuseppe De Angelis – accompagnati da Eugenia Corradetti che li seguirà fino al campo uno – sono in partenza per le montagne peruviane, dove scaleranno l’Alpamayo, con una salita veloce e mirata. Definita dall’Unesco come la montagna più bella del mondo ed eletta a patrimonio naturale dell’umanità, quella che il gruppo interamente abruzzese – con tre teramani e un ragazzo della Val Di Sangro – si appresta a scalare è la vetta più nota della Cordillera Blanca, nella parte settentrionale delle Ande peruviane. «Sarà una spedizione lampo dal 2 al 13 luglio, contiamo in due settimane di arrivare in cima e tornare indietro», spiega Di Blasio, capo-spedizione alla sua decima missione extra-europea. «La salita sarà in perfetto stile alpino, quindi in cordata. Avremo una guida peruviana che conosce il luogo. Porteremo con noi tutta l’attrezzatura, con al seguito soltanto alcuni muli, non sarà come in Himalaya». Il viaggio è stato preceduto da mesi di preparazione, necessari ai quattro alpinisti per allenare la mente e il fisico alle dure prove a cui li sottoporrà la montagna. Il periodo scelto dai componenti della “Interamnia expedition 2014” è quello ideale per portare a compimento la scalata: «I mesi da maggio a settembre sono i migliori. Sarà pieno inverno lì, con un clima secco, mentre le temperature si aggireranno tra i -20 e i -30 gradi centigradi», dice Capobianco, di professione bancario, alla terza spedizione internazionale, «ci sarà un vento molto forte, ma è una condizione costante». Ad occuparsi delle riprese fotografiche e delle telecamere sarà Eugenia Corradetti, insegnante e moglie di Capobianco, che si fermerà a quota 5300 metri dove sarà montato il campo uno. «Bisogna camminare per circa un’ora nella neve per raggiungere la base della parete e l'attacco della via francese. Da qui serviranno altre quattro ore per salire in vetta», continua Gaetano Di Blasio, descrivendo l’ottavo giorno della spedizione, quello in cui secondo programma i tre alpinisti conquisteranno la cima. «Anche la discesa, prevista per la stessa via, non sarà semplice, visto che andrà effettuata in cordata doppia».
Chiara Di Giovannantonio
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