«Spero che Parolisi esca più tardi possibile»

12 Febbraio 2015

Il fratello di Melania parla dopo che la Cassazione ha ridotto la pena all’ex militare

TERAMO. «Io spero che esca il più tardi possibile, ma quello che interessa alla nostra famiglia è che la Cassazione lo abbia riconosciuto colpevole. E’ lui che ha ucciso». Il giorno dopo il pronunciamento della Cassazione – che ha annullato con rinvio la sentenza d’Appello di condanna a 30 anni per il caporal maggiore Salvatore Parolisi perchè non ha riconosciuto l’aggravante della crudeltà – è Michele Rea, il fratello di Melania, a ribadire l’essenza del provvedimento della Suprema corte. Nell’attesa che sia la Corte d’appello di Perugia a rideterminare la pena, al ribasso, Michele aggiunge: «Parolisi ha trucidato mia sorella e la sua condanna è ormai un fatto definitivo. Non siamo soddisfatti perchè niente e nessuno potrà mai ridarci mia sorella e una madre alla sua bambina, ma certamente il sigillo della Cassazione chiude per sempre la vicenda». E ieri nel carcere teramano di Castrogno l’ex caporalmaggiore dell’esercito ha incontrato Federica Benguardato, uno dei suoi legali insieme a Nicodemo Gentile e Valter Biscotti. «Mi sembra che mi abbiano dato un contentino», ha detto al legale, «perchè che sia l’ergastolo, che siano 30 anni o che siano 20 a me non interessa. Sento tutto come una ingiustizia perchè io non ho ucciso Melania». I suoi avvocati, nell’attesa di leggere le motivazioni della Cassazione e al termine del pronunciamento della Corte di Perugia, annunciano già il ricorso al Corte Europea dei diritti dell’uomo. «Perchè oggi più che mai», dice Benguardato, «riteniamo che il nostro assistito non abbia avuto un giusto processo». Nel corso dell’udienza in Cassazione il procuratore generale Maria Giuseppina Fodaroni, ha chiesto la conferma dei 30 anni, difendendo la sentenza di secondo grado e defininendola «senza sbavature». Per il pg si è trattato sì di un processo indiziario «ma caratterizzato da una folta messe di indizi che vanno tutti nella direzione della colpevolezza di Parolisi con riguardo alla prova logica-scientifica, alle testimonianze e alla disamina del suo comportamento». Per il pg «Parolisi ha ucciso perchè finito in un imbuto tra l’amante a cui continuava a dire di stare per separarsi e la moglie a cui, invece, non aveva detto nulla».

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