Spi Cgil, un’indagine sulle conseguenze del sisma tra le persone oltre i 65 anni

28 Dicembre 2016

TERAMO. Quali ripercussioni ha avuto il terremoto sulle persone anziane che vivono nelle aree montane o nelle zone interne (ossia quelle distanti più di venti chilometri dai servizi)? A rispondere...

TERAMO. Quali ripercussioni ha avuto il terremoto sulle persone anziane che vivono nelle aree montane o nelle zone interne (ossia quelle distanti più di venti chilometri dai servizi)? A rispondere prova il sindacato provinciale dei pensionati Spi Cgil, che a gennaio presenterà i risultati di un'indagine condotta in tutto il territorio abruzzese con un approfondimento sulla situazione del Teramano. «Abbiamo incrociato i dati regionali con quelli in nostro possesso per capire in che modo la vita degli ultrasessantacinquenni sia stata influenzata dal sisma», ha anticipato il segretario dello Spi Cgil Teramo Giuseppe Oleandro. «Non abbiamo ancora i dati definitivi, ma sappiamo che mentre nel capoluogo gli anziani – ovvero le persone oltre i 65 anni – rappresentano il 23% della popolazione, questa percentuale sale al 30% nei comuni montani».

Il segretario ha sottolineato come nello studio siano emerse alcune indicazioni di massima: il terremoto ha colpito zone già depauperate di servizi essenziali, come ad esempio le poste, e questo ha complicato ulteriormente la vita dell'anziano; il sisma, per l'ultrasessantacinquenne, è spesso l'anticamera del ricovero in strutture sanitarie o sociali. Andare via dalla casa inagibile può rappresentare una soluzione senza ritorno, che fa sentire la persona di una certa età sradicata.

Infine il sindacato dei pensionati ha rilevato come, nonostante molti albergatori della costa abbiano messo a disposizione degli sfollati le proprie strutture, tra pochi mesi con l'arrivo della bella stagione emergerà il conflitto fra la necessità degli esercenti di riprendere la propria attività prevalente – cioè ospitare i turisti – e quella di molti anziani di avere una sistemazione. «Non aspettiamo maggio, iniziamo a pensare subito a un'alternativa per non creare ulteriori disagi agli ultrasessantacinquenni rimasti senza casa e che già si sentono disorientati», ha concluso Oleandro. (em)