Spiagge libere, parte l’appello: «La Regione deve bloccare i tagli»

Scilli (sindacato balneatori) scrive a direzione marittima e agenzia del demanio per fermare il piano: «Vanno chiariti i criteri di calcolo sul 20 per cento di costa che non può essere affidato in concessione»
GIULIANOVA. Non si placa la polemica sul nuovo piano demaniale marittimo che verrà discusso in consiglio domani. La riduzione delle spiaggia libere assieme ai tagli continuano a suscitare malumori. Il presidente provinciale del Sib (il sindacato italiano dei balneari) Domizio Scilli annuncia battaglia e scrive alla Regione con l’obiettivo di fermare il nuovo piano del Comune. In particolare chiede chiarimenti attraverso una lettera indirizzata alla direzione marittima, all’agenzia del demanio e all’agenzia delle dogane, in riferimento all’articolo 5 del piano demaniale marittimo regionale, in cui al punto 1 vengono indicati i criteri generali per la redazione dei provvedimenti sulle spiagge comunali.
«Il documento prevede la riserva di almeno il 20 per cento del fronte mare da destinare a spiaggia libera», scrive Scilli, «incluse le zone di divieto di balneazione permanente ed escluse le aree di Natura 2000, unitamente a quelle protette». Il presidente del sindaco ribadisce che «nei comuni forniti della riserva minima il fronte maree delle concessioni esistenti è fatto salvo». In base a tali considerazioni Scilli chiede in che modo viene formulato il calcolo del 20 per cento del demanio comunale: «Va effettuato su concessioni già esistenti e quindi munite dell’atto concessorio o deve contemplare gli eventuali nuovi insediamenti da concedere?». La fascia litoranea giuliese è lunga di circa cinque chilometri, mentre attualmente sul litorale comunale insistono 49 concessioni turistiche per un totale di 2.963 metri. «In virtù di ciò», conclude Scilli, «il sindacato chiede chiarimenti in merito al calcolo del 20 per cento del litorale del Comune». Anche il presidente del Coba Gianni Flagnani, nei giorni scorsi, ha posto l’accento sul taglio delle spiagge libere, riassegnate dal Comune in concessione temporanea, con gli oneri a carico dei gestori, mentre Andrea Marà dello stabilimento Costa Verde mare, sulla stessa lunghezza d’onda, afferma: «Il nuovo piano spiaggia preoccupa molto, in quanto andrà a compromettere la fattibilità delle prossime aste e la pianificazione turistica di Giulianova: andrebbe rivisto, ma soprattutto andrebbero attese le linee guida del Governo».
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