Spiaggia libera, il Comune si difende

ALBA ADRIATICA. «Critiche ingiustificate e strumentali a un atto a tutela del turismo». È così che il sindaco Antonietta Casciotti e il vicesindaco con delega al demanio Alessandra Ciccarelli...
ALBA ADRIATICA. «Critiche ingiustificate e strumentali a un atto a tutela del turismo». È così che il sindaco Antonietta Casciotti e il vicesindaco con delega al demanio Alessandra Ciccarelli difendono l’ordinanza con cui si autorizza l’occupazione temporanea dell’arenile pubblico da parte degli ombrelloni delle concessioni interessate dall’opera di ripascimento. La lunga nota, successiva all’attacco del gruppo di opposizione Città Viva, non cita mai il caso Boracay: questo è il nome che compare sulle decine di sdraio, con relativi ombrelloni, che hanno occupato la spiaggia libera antistante via Olimpica già tre giorni prima della pubblicazione dell’ordinanza. Il caso viene solo sfiorato in due passaggi della nota. Il primo: «Inopportuna la critica di intempestività del provvedimento, che è stato adottato solo a seguito della necessaria documentazione ricevuta venerdì sera a uffici oramai chiusi: solo in quella data vi è stata l’ufficialità della proroga dell’esecuzione dei lavori con indicazione del termine del 23 giugno per la conclusione degli stessi e, sempre in pari data, la società esecutrice comunicava che i lavori sarebbero ripresi in data lunedì 17 giugno. Il 17 giugno, prima data utile, sulla base di documentazione ufficiale, in via d’urgenza e provvisoria il sindaco emetteva apposita ordinanza». Poi il secondo passaggio, in cui Casciotti e Ciccarelli ribadiscono in termini giuridici che l’ordinanza è «erga omnes», cioè diretto a tutti i concessionari interessati dal ripascimento e non, quindi, per «sanare», l’occupazione del Boracay. Tra i due passaggi, sindaco e vicesindaco giudicano «strumentalizzazioni» le accuse, ricordando di essere in stretto e costante contatto con gli operatori e ribadendo che il ritardo accumulato dall’opera di ripascimento è legato al maltempo e non ha arrecato «pregiudizi». Nel frattempo, l’identità di chi ha piazzato gli ombrelloni sulla spiaggia libera con il logo Boracay assume i connotati del mistero. L’hotel, che sul proprio sito web pubblicizza il servizio di spiaggia privata nell’omonimo stabilimento, con una nota precisa «di non avere alcuna concessione demaniale, di non aver occupato alcuna spiaggia libera e di non aver commesso alcun tipo di abuso», dichiarandosi estranea alla vicenda. (l.t.)
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