Spinosa, addio a Teramo Sarà presidente ad Ancona

6 Ottobre 2016

Dopo otto anni di successi il magistrato lascia il palazzo di giustizia cittadino Ieri è arrivato il via libera dal plenum del Csm che si è espresso all’unanimità

TERAMO. Il via libera dal plenum del Csm, che si è espresso all’unanimità, è arrivato nel pomeriggio di ieri: Giovanni Spinosa è il nuovo presidente del tribunale di Ancona. Dopo otto anni trascorsi alla guida del palazzo di giustizia teramano (il tempo massimo previsto dalla normative), Spinosa se ne va per assumere l’incarico nella città marchigiana. A Teramo lascia un presente fatto di arretrati abbattuti e di primati, a cominciare dall’aumento della produttività per finire ai tempi medi di un processo.

Il magistrato, 62 anni, ha alle spalle una lunga esperienza. Da giudice istruttore prima e da pm dopo ha diretto le indagini sui sequestri di persona a opera dell'Anonima sarda avvenuti in Emilia Romagna nella seconda metà degli anni ottanta. Nelle stesse vesti e in stretta collaborazione con lo storico ufficio istruzione del tribunale di Palermo ha svolto le prime indagini sulle associazioni mafiose legate ai Corleonesi insediatesi a Bologna e in Romagna a partire dal 1984, passando per il clan Rubino (1987-1988), fino all'inchiesta sulle bische che hanno coinvolto Giacomo Riina (zio del più noto Totò). Si è inoltre occupato di diverse inchieste sulla 'ndrangheta, sulla stidda, sul doping nel ciclismo e sulla revoca della scorta a Marco Biagi, assassinato nel 2002 dalle Brigate rosse. Come pubblico ministero è stato titolare dell'indagine sui crimini della Uno bianca, consumati in Emilia Romagna tra il 1987 e il 1994. Nel 2012 ha pubblicato per Chiarelettere il libro "L'Italia della Uno bianca". Quando era presidente della sezione penale del tribunale di Paola ha firmato la prima sentenza con cui una cosca di mafia è stata condannata a risarcire lo Stato per la lesione della sovranità statale sul territorio oggetto dell'occupazione mafiosa. Nel 2014 è stato nominato consulente della commissione parlamentare antimafia.(d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA