Spinto e investito, una testimone conferma

Silvi, davanti al giudice una ragazza che lavorava nel night e fu minacciata per non farla parlare
SILVI. Il racconto di un’altra testimone, anche lei sentita con la formula dell’incidente probatorio, finisce nel fascicolo giudiziario sul caso della morte di Marco Monti, il 51enne imprenditore di Città Sant’Angelo che un anno fa, la notte del 19 aprile 2022, venne travolto da un’auto sulla statale 16 a Silvi davanti al night club Zeus. Secondo l’accusa l’investimento avvenne perché l’uomo, al termine di una lite dopo una serata trascorsa nel locale, venne spintonato in strada dal gestore del night, il 60enne Pietro Mercurio, originario del Napoletano e residente tra Silvi e Città Sant’Angelo, arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale e attualmente ai domiciliari. Davanti al gip Lorenzo Prudenzano, su richiesta del pm Laura Colica, è stata raccolta la testimonianza di una delle ragazze che all’epoca lavorava nel locale e che ha assistito ai fatti. La ragazza, che per la Procura sarebbe stata minacciata per non rivelare quanto visto, nel corso dell’incidente probatorio di giovedì avrebbe confermato la tesi dell’accusa: ovvero che la vittima, che al momento dei fatti era ubriaca e quindi per l’autorità giudiziaria con una minorata difesa, sarebbe stata spintonata al termine del litigio.(d.p.)

