Spintonato in strada e investito: sarà ascoltata la donna contesa

Domani l’incidente probatorio per acquisire le accuse della ragazza che all’epoca lavorava nel night Il gestore del locale trasferito nel carcere di Teramo, si attende l’udienza al Riesame sul suo ricorso
SILVI. L’obiettivo è quello di cristallizzare le accuse di uno dei testimoni oculari fissandole nero su bianco. È in questa direzione che va l’incidente probatorio chiesto ed ottenuto dalla Procura (pm Laura Colica) per acquisire agli atti il racconto della donna che la sera del 19 aprile di un anno fa era presente al momento di quello che per l’accusa è un omicidio preterintenzionale.
L’inchiesta è quella che ha portato all’arresto di Pietro Mercurio, il 60enne gestore di night originario di Gragnano ma residente tra Silvi e Città Sant’Angelo, che dall’alba di giovedì è nel carcere di Vasto con la pesante accusa di aver spintonato in strada l’imprenditore 51enne di Città Sant’Angelo Marco Monti poi investito da una macchina. Secondo l’accusa tutto sarebbe avvenuto al termine di una lite scoppiata per questioni legate a una donna che all’epoca dei fatti lavorava nel night club Zeus, il locale di Silvi davanti a cui la notte del 19 aprile di un anno fa avvenne l’incidente.
La donna all’origine di quella che per la Procura fu una violenta aggressione domani sarà sentita con la formula dell’incidente probatorio davanti al giudice Lorenzo Prudenzano che ha accolto la richiesta fatta dal pm. Un’audizione fatta nel contraddittorio delle parti e quindi alla presenza dei difensori dell’indagato. L’uomo, assistito dagli avvocati Alberto Dell’Orletta e Marco Pierdonati, nel frattempo è stato trasferito dal carcere di Vasto a quello teramano di Castrogno.
Nei giorni scorsi, intanto, i difensori hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare e si è in attesa della fissazione dell’udienza. Intanto si sono conclusi gli interrogatori degli altri cinque indagati accusati di reati quali intralcio alla giustizia e favoreggiamento personale. Si tratta di due donne che all’epoca dei fatti lavoravano nel night club e di tre collaboratori del gestore arrestato. Secondo l’accusa alcuni di loro avrebbero assistito ai fatti ma successivamente avrebbero dato delle versioni diverse mentre altri avrebbero aiutato l’arrestato a disfarsi delle immagini del sistema di videosorveglianza. Per gli investigatori, le indagini sono state delegate ai carabinieri, tutti avrebbero innalzato un vero e proprio clima di omertà rendendo ancora più difficoltose le indagini. Resta indagato per omicidio stradale il conducente della vettura che quella sera non riuscì ad evitare l’impatto con l’uomo spintonato in strada al termine della violenta lite.
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