Sporca e denutrita, il caso dai giudici

Brucchi: «È solo la punta dell’iceberg, seguiamo 97 famiglie a rischio». Possibile ordinanza di sgombero della casa
TERAMO. Resta in ospedale, nel reparto di medicina del Mazzini, la ragazzina di 16 anni trovata in stato di abbandono in una casa della periferia di Teramo. Sporca, anemica, probabilmente denutrita, piena di pidocchi, in una casa lercia. Questa la situazione che si sono trovati di fronte e i carabinieri intervenuti dopo la segnalazione dei vicini che lamentavano il cattivo odore proveniente da quella casa, dove la sedicenne abita con la madre. I carabinieri e i servizi sociali del Comune hanno stilato un rapporto che adesso andrà all’esame del tribunale per i minorenni dell’Aquila: non è escluso, date le circostanze, che i giudici possano disporre l’allontanamento dalla madre, che rischia anche una denuncia penale.
«Un caso terribile, ma è solo la punta di un iceberg», dice il sindaco Maurizio Brucchi, il quale fa sapere che i servizi sociali del Comune seguono 97 famiglie con minori a rischio, «sia per condizioni economiche difficili che per situazioni psicologiche e familiari disagiate». Quello della sedicenne trovata sporca e piena di pidocchi è uno dei casi seguiti dai servizi sociali, sicuramente il più grave. «C’erano già state delle visite a quella famiglia», fa sapere ancora il sindaco, «ma la situazione non sembrava così drammatica. Era in programma una nuova visita degli assistenti sociali tra qualche giorno, poi è successo quello che è successo e quindi non se n’e fatto più niente».
«Ho attivato la procedura», aggiunge Brucchi «per fare una verifica sullo stabile dove abita la ragazzina: in base alla relazione che mi preverrà dai servizi di igiene potrei firmare un’ordinanza di sgombero e di ripristino delle condizioni igienico-sanitarie prima di consentire che la famiglia rientri in quell’abitazione».
Sempre che i giudici del tribunale per i minorenni consentiranno alla madre di stare ancora con la figlia: una decine in merito è attesa nei prossimi giorni.
Il caso della sedicenne e delle altre famiglie dove ci sono situazioni di rischio per i figli minorenni fa emergere un aspetto spesso nascosto della vita della città, che si svolge sotto traccia, ma che è ben presente. E non ci sono soltanto il 97 casi seguiti dai servizi sociali del Comune, «perché ci sono molte altre famiglie che non si rivolgono a noi anche se vivono situazioni di particolare disagio e difficoltà, osserva ancora il sindaco che poi pone l’accento sull’esiguità delle forze che il Comune può mettere in campo. «I nostri servizi sociali hanno poco personale, ma contiamo di aumentarlo grazie ai fondi del governo che ci darà 180mila euro in tre anni. Si tratta di un progetto nazionale al quale abbiamo aderito e che adesso ci consentirà di ottenere i finanziamenti con cui pagare altro personale da impiegare in questi servizi».
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