Spreco di personale: 16 giardinieri alla Asl

Fagnano: «Non ne abbiamo bisogno, dovremo porvi rimedio». E annuncia anche un taglio sull’appalto antincendio
TERAMO. «Ma la Asl ha bisogno di 16 addetti al taglio dell’erba?». Sbotta così Roberto Fagnano, direttore generale della Asl. E ai giornalisti increduli conferma: «Come se l’erba crescesse 365 giorni all’anno, loro hanno contratti a tempo indeterminato con la ditta appaltatrice». Fagnano scuote la testa e annuncia che «dovremo porre rimedio anche a questo». Anche se la gara per la cura del verde è in corso e forse per questa tornata sarà impossibile. Giardinieri, peraltro, di cui si vedono poche tracce, viste le erbacce che infestano le aiuole all’ingresso principale del Mazzini.
Comunque sia, Fagnano parla di una particolare attenzione nella razionalizzazione delle spese nel bilancio della Asl, come d’altronde impone la legge. «Mi rendo conto che i 16 tagliatori di erba sono 16 padri di famiglia, e che ogni volta che la Asl fa un passo indietro si perdono posti di lavoro, ma ci vuole equilibrio: la Asl non può fare da ammortizzatore sociale come avveniva in passato». Si riferisce anche a due appalti che rientrano nella nuova logica del taglio delle spese. Quello del servizio ristorazione nei quattro ospedali, che si è aggiudicato la Pap. La Asl con l’appalto partito il 1° aprile ha ottenuto un notevole risparmio, 600mila euro all’anno. E nell’appalto ha ricompreso anche il servizio di distribuzione pasti. Ma la Pap per rientrare nei costi non ha riassorbito 39 delle 46 addette. E’ il prezzo del “passo indietro” citato da Fagnano.
Il taglio delle spese tocca anche un altro settore della Asl: l’appalto antincendio. Argomento spinoso – oggetto anche di un processo finito con la piena assoluzione degli imputati – su cui Fagnano da tempo pensa di intervenire. Più volte ha detto che spendere quasi un milione all’anno è eccessivo. La Asl ha fatto anche quesiti ai vigili del fuoco e al ministero per capire se è possibile una soluzione meno dispendiosa. Tantopiù che ha formato decine di propri dipendenti per la vigilanza contro gli incendi.
E così, visto che il precedente appalto è in scadenza, ha proceduto a un mini appalto che per ora durerà un paio di mesi in cui invece dei 30 addetti, ne sono previsti solo 12, integrati da risorse interne. Sarà aggiudicato oggi. «Non sappiamo ancora che fare», spiega Fagnano, «il 21 ci sarà una riunione a Pescara e capiremo come organizzarci. Comunque se prima spendevamo quasi un milione all’anno, ora non si arriva a 40mila euro al mese. Se dobbiamo tornare a spendere un milione ne prenderemo atto: vorrà dire che avremo meno infermieri. Questo è il gioco delle tre carte».
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