Spunta l’ospedale interregionale fra Sant’Omero e San Benedetto

Il segretario per la fusione dei Comuni lancia la proposta di realizzare la nuova struttura sanitaria «Quello della Vibrata non è facilmente raggiungibile e la popolazione della vallata va nelle Marche»
VAL VIBRATA. «Val Vibrata e San Benedetto del Tronto penalizzate, necessitano di un ospedale interregionale di primo livello». La proposta viene dalle Marche, dal comitato Città Grande afferente all’associazione per la promozione della fusione dei comuni .
Scrive il segretario Carlo Clementoni: «Mentre al confine tra Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna si spinge da anni per un ospedale interregionale, lungo il Tronto forse non si sa nemmeno cosa accade al di là del fiume».
Continua ancora il comitato: «Il nuovo ospedale di primo livello di Teramo, unitamente a quello di primo livello che forse sarà ad Ascoli, comprimerà ulteriormente l’area sanitaria di Sant’Omero, ma anche quella di San Benedetto, tagliando i servizi a 100mila persone che da Grottammare a Tortoreto sono collegate in appena 20 minuti». Poi, dopo aver ricordato che la normativa consente accordi di confine per la sanità: «La Val Vibrata è un peso per il bilancio regionale per via dei troppi vibratiani che si curano nella vicina e più funzionale Area Vasta 5 ascolana. Nonostante questo, la Regione continua a perseverare sulla «istituzionalizzazione» dell’ospedale di Sant’Omero. Il problema è che il “Val Vibrata” è stato pensato negli anni ’80 con il criterio del baricentro territoriale e non garantisce la massima fruibilità, non essendo raggiungibile con arterie extra-urbane, linee ferroviarie e servizi autobus adeguati. Inoltre, i vibratiani sconfinano perché nella loro provincia mancano cliniche convenzionate concorrenti, circostanza quest’ultima che rafforza il sospetto che la mobilità di prossimità sia un business per qualche imprenditore. Dall’altra parte, invece, San Benedetto, ai margini geografici e istituzionali, rimane penalizzata in rapporto al valore sanitario. Un valore costruito anche grazie ai vibratiani che hanno reso l’Area Vasta 5 ascolana la più redditizia delle Marche. Ciò nonostante, il territorio non è ancora organizzato come un’area sanitaria omogenea e funzionale».
Quindi l’appello a pensare a realizzare una nuova struttura: «Occorre dunque decidere se farsi comprimere i diritti in nome della burocrazia accettando due ospedali residuali e forse inadeguati, oppure valutare la fattibilità per costruirne uno di primo livello al baricentro di un’area che detiene, pur sempre, la più alta incidenza demografico-turistica delle Marche e dell’Abruzzo. In questo ultimo caso occorrerà riqualificare Sant’Omero come struttura polivalente per l’assistenza primaria ma al contempo, tramite accordi di confine, ottenere la rimodulazione del calcolo della mobilità passiva che per la Val Vibrata vale parecchi milioni di euro all’anno, a beneficio di tutto l’Abruzzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

