Spunta la tassa di soggiorno Il Comune la vuole dal 2016

L’assessore alle finanze Verdecchia l’ha inserita negli obiettivi del bilancio pluriennale dell’ente Protesta Di Carlo (Federalberghi): «L’amministrazione si era impegnata a non istituirla»
GIULIANOVA. Il Comune di Giulianova si appresta ad istituire, dal prossimo anno, la tassa di soggiorno il cui ricavato sarà destinato al miglioramento del patrimonio artistico e ambientale. Prima, tuttavia, se ne dovrà discutere nelle apposite commissioni e nelle consulte. Gli albergatori, però, non sono per nulla propensi all’introduzione della tassa e ricordano il patto sottoscritto dal sindaco Francesco Mastromauro alla vigilia del ballottaggio di giugno 2014, quando sia lui che il suo sfidante Fabrizio Retko si impegnarono a non istituirla nel corso del loro mandato.
«Negli obiettivi del bilancio pluriennale», ha dichiarato l’assessore al bilancio Katia Verdecchia, nel corso del consiglio comunale per l’approvazione del previsionale 2015, «ci sono un’ulteriore riduzione della pressione fiscale, l’esternalizzazione di quelle strutture che pesano negativamente sul bilancio dell’ente e l’istituzione dell’imposta di soggiorno per i soggetti non residenti. Quest’ultima, come imposta di scopo, verrà istituita mediante apposito regolamento e come tale ha una destinazione specifica: è volta alla conservazione e al miglioramento del patrimonio artistico e ambientale. Ma non solo, essendo il nostro un comune turistico è nostro dovere riuscire a garantire dei servizi pubblici che siano adeguati; è nostro dovere mettere in atto una serie di attività che vadano nella direzione di una riorganizzazione degli eventi culturali, una serie di attività che possano portare ad una crescita della qualità dell’offerta turistica dell’ente».
I proventi della tassa di soggiorno, dunque, ancora impossibili da quantificare ma che andranno comunque a coprire parte dei tagli statali e regionali, saranno vincolati ed utilizzati per manutenzioni, manifestazioni e decoro urbano. Quello che contestano gli operatori turistici, però, è che, se proprio la tassa si dovrà istituire, dovrebbe essere presente in tutte le località della costa teramana, per evitare che ci sia concorrenza tra le città limitrofe. Anche in altri comuni, come Roseto, Alba Adriatica e Tortoreto, se ne sta parlando, ma finora nessuno ha preso ancora una decisione definitiva, anche perché le reticenze sono molte.
«Per noi è una tassa inospitale», ha commentato Marco Di Carlo, referente Federalbeghi, «ci auguriamo che non venga istituita. Comunque, valuteremo i pro e i contro nelle riunioni di consulta. Il nostro territorio non è paragonabile a Roma o Firenze, dove c’è un patrimonio artistico con enormi risorse che deve essere mantenuto. Sicuramente gli introiti non sarebbero così ingenti. L’amministrazione, in ogni caso, dovrebbe fare un passo indietro e venire meno al patto sottoscritto a giungo 2014, nel quale ci si impegnava a non istituire tale tassa».
Margherita Totaro
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