Spuntano i soldi, lavori su strade e scuole

28 Agosto 2015

Sono fondi regionali e per la ricostruzione e avanzi di amministrazione: la Provincia stapreparando i bandi di gara

TERAMO. Un po’ di respiro per le asfittiche casse della Provincia. Tanto che il presidente Renzo Di Sabatino può bandire una serie di gare per lavori nelle scuole e per alcune strade provinciali. Non è l’effetto di un passo indietro nel piano di smantellamento delle Province, ma di una serie di coincidenze favorevoli che consentono all’ente di affrontare due fra le maggiori spine nel fianco.

«La situazione è migliorata rispetto a prima dell'estate perchè è stato convertito in legge il decreto enti locali con cui il governo chiama le Regioni a un'assunzione di responsabilità e sostanzialmente a una partecipazione al sostenimento dei costi delle funzioni che la Provincia non dovrebbe avere più», spiega Di Sabatino, «questo, con la proposta di legge regionale uscita dalla commissione ad agosto e con l'attività di contenimento dei costi, ci consente di approvare il bilancio di previsione 2015 trovando copertura anche per servizi delicati come quello trasporto e assistenza disabili e il funzionamento delle 27 scuole di proprietà della Provincia».

Le funzioni non fondamentali costano a tutte e quattro le Province 27 milioni, quindi in teoria la Regione dovrebbe versare a quella di Teramo 6-7 milioni. Realisticamente Di Sabatino si aspetta qualcosa in meno. «La parziale copertura basterebbe a coprire il servizio per i disabili e per la manutenzione ordinaria delle strade, grazie anche a qualche avanzo vincolato di amministrazione», precisa il presidente che a margine fa notare anche che c'è la copertura per i centri per l'impiego. In più genio civile, Uma, formazione professionale e parte dell'ambiente torneranno alla Regione.

IL PERSONALE. «La Provincia riuscirà a chiudere esercizio finanziario 2015 e questo ci permetterà negli ultimi mesi dell'anno di dedicarci anche al resto», riprende, «come il riordino delle funzioni attraverso accordi con Regione e Comuni e la riallocazione del personale che non rientrerà nelle funzioni fondamentali, con la nuova pianta organica che faremo entro settembre». Il personale andrà quasi dimezzato, visto che sono state dimezzate le risorse: da 13 milioni a 6,5, per cui da 310 dipendenti si dovrà scendere più o meno a 180. Al riguardo è stato già dato il via a una serie di prepensionamenti, che però non basteranno.

LE SCUOLE. Per le scuole, poi, sono previsti diversi investimenti a stretto giro. La Provincia ha 5 milioni della ricostruzione del terremoto: «Siamo a buon punto con la progettazione e faremo appalti entro l'anno per liceo classico di Teramo, Comi, Itc di Nereto, Ipsia, liceo scientifico di Nereto, liceo scientifico di Teramo, Pascal di Teramo. E fuori da questi fondi ci sono i lavori in corso al Moretti di Roseto».

LE STRADE. «Sono previsti lavori sulle strade turistiche al Ceppo e Prati di Tivo: sarà una corsa contro il tempo per arrivare prima dell'inverno. Per il Ceppo sono stati consegnati lavori per 600mila euro, a breve metteremo in gara anche l'altro finanziamento da 300mila. Per Prati la gara è in corso e le offerte saranno aperte l'11 settembre: se il finanziamento di un milione 100mila euro dalla Regione sarà confermato e formalizzato, la consegna potrebbe avvenire già nei giorni successivi», dice Di Sabatino. Che spera anche nella richiesta che il presidente Luciano D’Alfonso farà al ministero delle Infrastrutture di 40 milioni da ripartire per le strade provinciali. «Abbiamo rimesso delle schede con le nostre priorità: privilegiamo le vie di collegamento che portano al capoluogo a partire per esempio dalla provinciale Basciano-Castilenti», spiega il presidente che a margine ricorda anche l’impegno per far riconoscere la Vibrata come area di crisi e in generale ottenere sostegni al sistema produttivo locale.

IL FUTURO. «Per il 2016, tutto è legato alla legge di stabilità. Certo, quest'anno con un miliardo in meno è successo tutto questo, l'anno prossimo con un altro miliardo in meno non si sa quello che accadrà», conclude , «ritengo che in un territorio fatto di piccole realtà e di comuni montani e comunque di non elevata densità demografica come il nostro, il ruolo di un ente di area vasta non è solo importante, è fondamentale. Soprattutto per non disperdere l'identità di una comunità e di non periferizzarla a discapito dei più grandi agglomerati urbani. Ovviamente in questo contesto Teramo città deve recuperare un ruolo che non ha più ormai da tempo».

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