Spuntano questioni di soldi dietro la lite

A parlarne è l’avvocato Libera Cesino che rappresenta la sorella della vittima. Ieri a Castellammare i funerali dell’anziano
SILVI. Nell’inchiesta sulla morte di Giovanni Di Martino, il 73enne meccanico originario di Castellamare di Stabia deceduto al termine di una colluttazione con il figlio Giuseppe nella loro casa di Silvi, entrano le dichiarazioni della sorella della vittima. La donna, nonostante viva in Campania con la sua famiglia, si sarebbe sentita spesso con il fratello, al quale sarebbe stata molto legata. E agli inquirenti avrebbe confermato di come i rapporti tra padre e figlio non fossero buoni, escludendo categoricamente maltrattamenti da parte del fratello nei confronti della moglie. La donna avrebbe raccontato anche di come il 73enne fosse tranquillo rispetto alla decisione della moglie e del figlio di lasciare l’abitazione di Silvi, fornendo dunque ulteriori elementi volti a ricostruire il clima familiare nel quale è maturata la tragedia. Tra i motivi di discussione tra i due uomini, secondo quanto avrebbe ricostruito la sorella, proprio il fatto che il 46enne, da un anno tornato dal Brasile, non lavorasse. Un particolare emerso anche nelle testimonianze di alcuni vicini, che ascoltati subito dopo la tragedia avrebbero raccontato di come l’uomo si lamentasse di questo fatto oltre che di alcune spese del figlio.
«Non si tratta di un caso di violenza di genere, con il figlio intervenuto per difendere la madre, altrimenti non avrei mai preso questo caso», dichiara l’avvocato Libera Cesino, presidente dell’associazione “Libera contro la violenza”, che rappresenta la sorella della vittima, «ma di un caso di violenza del figlio nei confronti del padre, presumibilmente per questioni economiche. Una violenza che è diventata sempre più efferata fino a causarne la morte». Come parte offesa la sorella del 73enne, tramite il proprio legale, ha nominato un proprio consulente anatomopatologo che domani mattina parteciperà all’ispezione nell’appartamento di Silvi dove si è consumata la tragedia, disposto dal pm Enrica Medori, titolare del fascicolo, e che si svolgerà con la formula dell’incidente probatorio. Al sopralluogo, al quale prenderanno parte il consulente tecnico del pm, l’anatomopatologo Pietro Falco, i carabinieri del reparto operativo di Teramo, coordinati dal colonnello Luigi Delle Grazie, e il legale dell’indagato, l’avvocato Nicola De Majo, con il consulente di parte Pino Sciarra, dovrebbero partecipare anche il figlio della vittima, Giuseppe Di Martino, per il quale nei giorni scorsi, dopo la convalida del fermo, è stata disposta la custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio volontario e la moglie della vittima. Investigatori ed inquirenti, anche alla luce di quanto emerso dall’autopsia, sono infatti convinti che le loro dichiarazioni sulle ricostruzione di quanto accaduto in quella casa non siano credibili. E il sopralluogo di domani potrebbe essere utile a chiarire tutta una serie di aspetti. A partire dalla ricostruzione della violenta colluttazione tra padre e figlio che ha portato al decesso dell’anziano, arrivato in ospedale già morto.
Ieri pomeriggio, intanto, a Castellammare di Stabia, nella chiesa del Carmine, si sono svolti i funerali di Giovanni. Funerali che sono stati celebrati in forma privata. I funerali sono stati preceduti da una funzione a Silvi, la città dove il 73enne viveva da tantissimi anni e dove i vicini lo ricordano come un uomo tranquillo e un gran lavoratore.
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