Stabilimenti balneari, prorogata la gestione

29 Dicembre 2023

La giunta prolunga di un anno le concessioni in attesa della gara sui nuovi affidamenti delle strutture

GIULIANOVA. C’è il via libera della giunta comunale alla proroga delle concessioni balneari fino al 31 dicembre 2024 e alla predisposizione dei bandi di gara per l’assegnazione o il rinnovo delle gestioni. Il provvedimento arriva a tre giorni dalla scadenza dei titoli concessori, fissata per il 31 dicembre, ma che a discrezione dei comuni, in assenza di norme nazionali, può essere differita di un anno in più. Allo spirare del termine le gestioni demaniali andranno riassegnate tramite bandi, in osservanza delle norme europee. La delibera adottata ieri dalla giunta rappresenta quindi un atto di indirizzo politico mediante il quale l’amministrazione dà mandato al dirigente di area di procedere con l’elaborazione delle procedure di evidenza pubblica nel rispetto della direttiva Bolkestein.
Dopo le sentenze del Consiglio di Stato secondo cui «le norme legislative nazionali che hanno disposto la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative sono in contrasto con il diritto comunitario e pertanto non devono essere applicate né dai giudici né dalla pubblica amministrazione», il Comune ha deciso di avviare i procedimenti di selezione dei nuovi gestori, sebbene ancora non sono stati emessi i provvedimenti legislativi che stabiliscono i criteri per l’affidamento delle concessioni. «Grazie a questa delibera», commenta l’assessore al demanio Giampiero Di Candido, «il dirigente può procedere con l’indizione dei bandi di gara, alla luce della normativa europea vigente. La scadenza delle concessioni è tuttora fissata per il 31 dicembre, sebbene sia stata sconfessata dalle sentenze: tuttavia ancora non è chiaro come evolverà la questione legata alle concessioni balneari». L’amministratore tiene comunque a ribadire che «spetta al dirigente di area valutare l’effettiva possibilità di istruire i bandi, nonostante il fatto che non esistano ancora delle linee guida da parte del ministero, come stabilisce la legge Draghi». Secondo Di Candido, però, l’atto di indirizzo adottato dalla giunta costituisce una forma di tutela per l’ente. (s.g.)