Stadio Bonolis, Iachini: «Un piano per il futuro»

Il patron del Teramo Calcio presenta il programma da dieci milioni di euro e risponde ai dubbi dell’opposizione. Da Italia Viva documento al vetriolo
TERAMO. Nel confronto con i rappresentanti dei gruppi consiliari sul Pef per lo stadio Bonolis, Franco Iachini ha tenuto a separare la sua veste di patron del Teramo calcio da quella di imprenditore che attraverso la Soleia gestisce l'impianto sportivo. Iachini ha risposto punto per punto alle perplessità e alle richieste di chiarimenti arrivate dai capigruppo dell'opposizione e illustrato la sua visione di un progetto di prospettiva volto al rilancio «di questa icona», come ha definito il Bonolis.
Iachini ha innanzitutto rassicurato sulle paure espresse da alcuni consiglieri di uno spostamento del baricentro verso la periferia, evidenziando come «creare dei luoghi su cui possono convergere migliaia di persone non può far altro che accrescere l'apprezzamento di questa città», come ha sottolineato anche davanti alle telecamere a margine dell'incontro, e ha poi ribadito come il prolungamento della gestione fino al 2080 sia un dato legato a un mero calcolo matematico. «Quando si fa un project dove c'è l'investimento di un privato e l'investimento del pubblico, che in questo caso è dare in uso una struttura», ha sottolineato Iachini, «si deve mantenere un equilibrio economico tale per cui il tasso di rendimento atteso sull'investimento sia intorno a un certo numero, mi sembra intorno al 7 per cento. Sono numeri che sono individuati dall'economia generale e quindi a fronte dell'investimento e del ritorno si determina la durata della concessione. È una semplice equazione matematica».
Tra i temi affrontati anche la riduzione dei costi per la Teramo calcio nell'utilizzo dell'impianto, che passa da 120mila euro l'anno a 80mila (ma senza magazzini, lavanderia e spogliatoi) e che, come ha spiegato Iachini, «ha inciso sul prolungamento della concessione. Qualche consigliere ha chiesto se fosse possibile azzerare il costo. Sì, sarebbe possibile ma la durata della concessione si allungherebbe ulteriormente e come cittadino non lo vorrei», ha continuanto Iachini, «iInoltre se una squadra di calcio non riesce a sostenere il costo dell'affitto, pari a un venticinquesimo della normale gestione, allora non può giocare in una determinata categoria».
Il Piano economico finanziario del Bonolis prevede nel suo complesso investimenti per circa 10 milioni di euro in due fasi, da concludere entro il 2026, con un progetto con diversi interventi di natura commerciale, ricettiva e anche sportivi sullo stadio e sull'area circostante. «Abbiamo individuato a oggi una serie di attività che sono un centro medico polifunzionale, un'area di coworking, un punto di ristorazione», ha spiegato Iachini, «uno spazio da dedicare a spa piuttosto che alla diagnostica, dei campi da padel nell'area dei parcheggi che durante le manifestazioni sono inibiti alle auto per questioni di ordine pubblico e un intervento straordinario extra area in una somma in denaro di 400mila euro che il Comune potrà destinare a interventi di riqualificazione urbana».
E se tutti i consiglieri di opposizione presenti all'incontro hanno accolto con soddisfazione la disponibilità di Iachini a illustrare tutti i punti del Pef, sottolineando di aver avuto informazioni utili a una lettura più approfondita delle carte in vista del voto in consiglio, Italia Viva, assente al confronto, è intervenuta con una nota al vetriolo evidenziando numerose perplessità. Tra tutte quella relativa all'equilibrio economico-finanziario. Per Italia Viva mancherebbe a oggi «ogni specifico riferimento a quali fattori abbiano asseritamente compromesso l’equilibrio economico-finaziario, anzi dalla documentazione emerge il contrario: il Tir (Tasso interno di rendimento) del progetto originario è pari al 10,6%, di gran lunga superiore al nuovo Tir che risulta pari al 7%».
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