Stadio, Cantagalli non farà più sconti al Teramo

Il gestore vuole applicare la convenzione alla lettera, il sindaco prova a mediare Intanto il Comune cerca 40mila euro per installare i seggiolini chiesti dalla Lega
TERAMO. Il Comune si farà carico degli adeguamenti strutturali dello stadio Bonolis, ma restano pesanti incognite sull’utilizzo dell’impianto da parte del Teramo calcio. È questa la situazione, che rischia di assumere contorni paradossali, in cui si trova al momento il principale impianto sportivo cittadino.
La Lega calcio di serie C ha respinto la richiesta di deroga avanzata dall’amministrazione cittadina per la sostituzione dei seggiolini in tribuna e l’installazione di quelli ritenuti necessari nel settore distinti. Si tratterà di spendere circa 40mila euro e il Comune ne avrebbe volentieri fatto a meno. «Sarebbe stato più utile investire quella somma in interventi necessari in qualche campo frazionale che si trova in pessime condizioni», fa notare il sindaco Gianguido D’Alberto, «la spesa è importante, ma ci teniamo a contribuire all’adeguamento della struttura». I criteri di utilizzo degli impianti per il campionato di serie C sono di fatto inderogabili e così il Comune troverà le risorse per i seggiolini. «Spetta a noi e lo faremo», taglia corto il primo cittadino, che però al momento non può essere altrettanto sicuro del fatto che nella prossima stagione il Teramo giocherà ancora al Bonolis. Il rischio del paradosso che deriverebbe dal realizzare lavori di adeguamento per partite che l’impianto comunque non ospiterebbe è legato ai sempre turbolenti rapporti tra l’imprenditore Sabatino Cantagalli, che ha in gestione lo stadio, e il presidente della società biancorossa Luciano Campitelli. Finora quest’ultimo avrebbe beneficiato, secondo i calcoli del gestore, di un trattamento economico di favore. Il Teramo, in sostanza, avrebbe pagato per il Bonolis un canone che, secondo quanto recita la convenzione, sarebbe limitato al suo utilizzo per le partite ma non per gli allenamenti. Cantagalli – che sull’argomento non intende rilasciare dichiarazioni – dal prossimo campionato non sarebbe più disposto a fare sconti, ma il prezzo pieno previsto sarebbe troppo alto per Campitelli. La prospettiva che la prima squadra del Teramo possa allenarsi costantemente sul campo dell’Acquaviva non pare percorribile per l’inadeguatezza della struttura, che necessiterebbe di lavori edilizi al momento non programmati, per cui lo scenario resta quanto mai incerto.
L’amministrazione sta cercando il bandolo della matassa in una serie di incontri separati a cui il sindaco ha invitato le parti in causa. L’obiettivo è trovare un’intesa che, a differenza di quanto avvenuto l’anno scorso, chiarisca la situazione non nell’ultimo giorno utile. «Stiamo facendo il possibile», sottolinea D’Alberto, «ma l’accordo devono trovarlo loro». La mediazione continuerà anche in incontri che metteranno uno di fronte all’altro i due interessati. «Il dialogo resta aperto», assicura il sindaco, «ma solo mettendosi insieme è possibile raggiungere l’obiettivo».
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