Stadio, l’invito di Cantagalli «Campitelli, fai un’offerta seria»

20 Dicembre 2017

Il patron del Teramo è determinato a rilevare la gestione del Bonolis («Altrimenti potrei mollare») Il costruttore replica: «Non onori tutti gli impegni presi con me, dubito della tua capacità economica»

TERAMO. Il patron del Teramo Luciano Campitelli crede fortemente nella possibilità di rilevare la gestione dello stadio Bonolis, sebbene il suo interlocutore Sabatino Cantagalli appaia gelido, smentendo di aver ricevuto finora un’offerta formale e avanzando dubbi sulla capacità economica del Teramo.
La trattativa con Cantagalli, gestore dell'impianto, è stata svelata da Campitelli lunedì sera nel corso della trasmissione "Super Gol" in onda su Super J. L'investimento (dalle cifre, al momento, top secret) verrebbe coperto da un mutuo del Credito sportivo. Non sarà una trattativa semplice, ma Campitelli appare ottimista sulla riuscita dell'operazione: «La possibilità c'è. Rivedrò presto Cantagalli per trovare un punto d'intesa con lui», dice al Centro il presidente del Teramo, «e spero che la cosa si possa fare entro l'inizio del prossimo campionato (2018-2019, ndc). Sarebbe un passo conveniente per tutti. Con Cantagalli i rapporti sono ottimi, è un amico e mi auguro davvero che possa accettare la mia proposta e capire le nostre esigenze. Il futuro di una società calcistica, d'altronde, non può prescindere da uno stadio di proprietà. Il Bonolis», spiega Campitelli, «deve essere una forma di introito per il Teramo. Il mio è un progetto industriale. Sfruttando gli spazi sotto la tribuna, si possono organizzare eventi e creare business. Dopo 10 anni è arrivato il momento di dire basta al pagamento del canone d'affitto per lo stadio. Quei soldi potrei reinvestirli in altro modo e per avere una squadra più competitiva. L'attenzione al bilancio del Teramo è di primaria importanza per me. Anche il Comune dovrà fare la sua parte per capire come risolvere questa delicata vicenda. Se la politica vuole che la squadra della città continui a giocare a Teramo non potrà di certo rimanere a guardare».
E se la trattativa con Cantagalli non dovesse andare a buon fine? «Fare calcio diventerebbe ancora più difficile», risponde Campitelli, «senza qualcuno che mi dia una mano concreta non potrei più continuare a tenere il Teramo. Per i soldi che ci vogliono nel calcio di oggi non posso mettere a rischio le mie attività. Adesso, però, spero innanzitutto che il discorso avviato con Cantagalli porti quanto prima nella direzione che io e il Teramo ci auguriamo fortemente».
In una nota arrivata ieri pomeriggio, Sabatino Cantagalli apre uno spiraglio alla trattativa ma picchia anche duro su Campitelli, ricordandogli innanzitutto che lo stadio è gestito dalla Cantagalli Appalti srl, «alla quale dovrebbero essere indirizzate in via formale le “offerte” che invece vengono avanzate dal patron in uno studio televisivo». E ancora: «La Teramo calcio (che certamente non corrisponde euro 200mila annui come invece ha dichiarato) ha omesso ed omette di onorare con puntualità tutte le obbligazioni assunte, scaricando di fatto ogni costo ed onere sulla società gestrice». Il riferimento, a quanto pare, è al mancato pagamento della Tari per lo stadio da parte della società biancorossa. Vista questa morosità, continua Cantagalli, «si può dubitare sulla capacità economica della Teramo calcio idonea a rilevare la gestione diretta della struttura, fermo restando l’auspicio di una concreta realizzazione del dichiarato intento». E ancora: «Il tempo dirà se a quanto dichiarato in uno studio televisivo seguirà una seria e formale proposta o se invece la “minaccia” di portare il Teramo “a giocare altrove” si rivelerà un precostituendo alibi per giustificare alla città una già acclarata incapacità economica della società ad acquisire la gestione diretta dello stadio in quanto certamente più onerosa del corrispettivo annuo attualmente concordato e vigente».(d.v.-g.l.)
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