Stadio, la trattativa è interrotta: niente accordo Iachini-Comune

L’imprenditore ha chiesto 4,5 milioni per restituire la gestione sportiva, l’ente si è fermato a 4,2 Riparte l’arbitrato: se il gestore vince si tiene l’impianto, se perde pretende 10 milioni d’indennizzo
TERAMO. Così vicino, così lontano. Franco Iachini e il Comune di Teramo sembravano a un passo dal chiudere l’accordo transattivo con il quale la gestione sportiva dello stadio Bonolis sarebbe stata scissa da quella commerciale e sarebbe andata all’ente pubblico, evitando al Teramo calcio di pagare un canone oneroso per l’utilizzo dell’impianto. Iachini, invece, ieri ha annunciato l’interruzione delle trattative per la risoluzione consensuale della convenzione che dal 2008 regola (infelicemente perché fatta male, su questo sono tutti d’accordo) la gestione del bene pubblico.
La questione stadio, salvo ripensamenti, sarà definita da un lodo arbitrale – già avviato – che definirà la congruità o meno del Pef (piano economico finanziario) del Bonolis. Da questo arbitrato l’imprenditore teramano, ex presidente del Teramo e gestore del Bonolis dal 2019, è convinto di uscire comunque vincitore. Ovvero, come ha detto nel passaggio forse cruciale della conferenza stampa: «Se vinco l’arbitrato la convenzione attuale, che vale fino al 2041, resta in essere e scadrà nel 2080; se perdo restituisco lo stadio ma per legge il Comune mi deve risarcire delle spese sostenute, una somma che sarebbe più del doppio di quella che ho proposto per chiudere la transazione». Numeri non ne sono stati fatti, ma si sa per certo che Iachini per firmare la risoluzione consensuale ha chiesto 4,5 milioni mentre il Comune si è fermato a 4,2. Dunque, dando per buono quanto ha detto l’imprenditore, se anche vincesse l’arbitrato il Comune dovrebbe sborsare una decina di milioni: i soldi che Iachini ha speso in questi cinque anni per modernizzare, adeguare alle norme di sicurezza e migliorare lo stadio. A quel punto sarebbe inevitabile una causa tra ente e privato «e il gestore», ha detto Iachini, «nelle more della decisione chiuderebbe lo stadio, perché la situazione andrebbe congelata».
Possibile che una trattativa del genere salti per un 7% di differenza tra richiesta e offerta? La domanda ieri è stata fatta e rifatta a Iachini, che ha replicato: «Al Comune ho messo davanti un’opportunità ineguagliabile, davo la possibilità all’ente di pagare l’indennizzo in dieci anni. Loro si sono affidati a un consulente con il quale ai miei legali non è mai stata data la possibilità d’interloquire e il 3 aprile, a un giorno di distanza dalla scadenza del termine, ci hanno fatto questa proposta inferiore del 7% a quanto chiesto da noi. Ma qui non siamo al mercato, qui si tratta di una risoluzione consensuale e sono loro che sono venuti da me a chiederla, non sono andato io da loro». L’imprenditore ha sottolineato: «Stavolta ero convinto che l’accordo si sarebbe fatto, l’amministrazione pareva determinata a chiudere. Invece ho capito negli ultimi giorni che si torna a giocare come si è fatto in questi cinque anni, parole al vento senza mai concludere. Il nostro sindaco è bravissimo a parlare, ma quello che dice mi fa pensare alla supercazzola del film Amici miei. Se voglio fargli un appello? Sì, gli chiedo di non prendere in giro i cittadini e soprattutto i tifosi».
Ecco, i tifosi e il Teramo calcio. Sono loro, senza dubbio, la parte lesa in questa vicenda. Perché, in assenza di un accordo sulla gestione sportiva e con l’arbitrato in corso, dalla prossima stagione il Teramo dovrebbe sborsare per l’utilizzo dell’impianto il canone pieno. Sul quale il gestore non transige. «Sono 200mila euro più Iva», ha detto Iachini, «e prima dell’avvio della nuova stagione la società, che noi abbiamo correttamente già avvisato, dovrebbe presentare una fideiussione bancaria di 224mila euro». Somme molto gravose per l’attuale compagine societaria del Teramo, a meno che questa non si rafforzi sull’onda dell’ormai scontata promozione in serie D. Il Teramo rischia dunque di dover andare a giocare le partite interne fuori città, come è già accaduto nel torneo di Promozione dell’anno scorso.
La questione, però, non può ancora dirsi chiusa qui con assoluta certezza. Come leggete nell’articolo in basso, il sindaco intende continuare a trattare. Quanto a Iachini, a chi gli ha chiesto se ci fossero margini per un ripensamento ha replicato secco: «Se vengono e mi danno quello che ho chiesto...». La telenovela Bonolis continua.
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