Stadio, Verzilli: l’accordo non passerà in consiglio

TERAMO. Si addensano le prime nubi sullo schema di accordo fra il Comune di Teramo e la società Soleia di Franco Iachini per la cessione del Bonolis. Il 31 luglio l'atto approvato già in giunta,...
TERAMO. Si addensano le prime nubi sullo schema di accordo fra il Comune di Teramo e la società Soleia di Franco Iachini per la cessione del Bonolis. Il 31 luglio l'atto approvato già in giunta, propedeutico a trasferire la gestione sportiva nelle mani dell'ente, approderà in consiglio comunale ma c'è già chi ritiene che non incasserà il via libera dall'assise. È il caso di Ivan Verzilli, coordinatore di Teramo Protagonista ed ex consigliere comunale, che avanza timori sulla bontà dell'accordo o meglio sulla sua sostenibilità e convenienza economica per la collettività. Parla di possibile danno erariale, di operazione che graverà sulle tasche dei cittadini anche se «il sindaco D'Alberto ha dichiarato che sarà neutra, cioè a costo zero per il Comune. Così non è», dice Verzilli che snocciola i numeri: «Il Comune paga a Iachini 5.043.357,5 euro per ottenere la gestione sportiva del Bonolis dal 2024 al 2036, anno di scadenza della convenzione in essere, al termine della quale l'intero impianto tornerà nella disponibilità piena del Comune», ricostruisce Verzilli, «ma nel 2020, quando mancavano 16 anni al termine della convenzione trentennale (2006-2036), l'ex titolare Sabatino Cantagalli cedette l'intera gestione (commerciale e sportiva) a Iachini per tre milioni. Oggi, che di anni ne restano 12, la sola gestione sportiva verrebbe ceduta da Iachini al Comune per 5 milioni di euro. La gestione dei soldi pubblici attuata in assenza di interesse pubblico è danno erariale e dei danni erariali si occupa un organo a ciò deputato: la Corte dei Conti. I tre milioni della cessione Cantagalli/Iachini oggi valgono il 25% in meno (12 anni residui rispetto ai 16 anni di allora), quindi oggi un prezzo congruo sarebbe di 2,25 milioni per l'intera gestione, vale a dire sia la parte commerciale che quella sportiva. Ricomprare oggi la sola gestione sportiva per cinque milioni significa incapacità amministrativa», conclude Verzilli. (v.m.)

