Stalker pistolero patteggia 2 anni

GIULIANOVA. Lo stalker con la pistola, quello bloccato con l’arma carica sotto casa della donna a cui aveva inviato proiettili, ha patteggiato due anni e due mesi davanti al giudice Mauro Pacifico....
GIULIANOVA. Lo stalker con la pistola, quello bloccato con l’arma carica sotto casa della donna a cui aveva inviato proiettili, ha patteggiato due anni e due mesi davanti al giudice Mauro Pacifico. Per ora resta in carcere, ma il suo legale Luigi Gialluca già nelle prossime ore presenterà richiesta di arresti domiciliari.
Lui è il commerciante 70enne finito prima ai domiciliari e successivamente in carcere dopo la richiesta di inasprimento fatta all’epoca dalla Procura che per l’uomo aveva chiesto eccezionali esigenze cautelari ritenendolo «molto pericoloso». Così il 22 marzo il commerciante è entrato in carcere anche se ha 70 anni, perchè – come di recente stabilito dalla sesta sezione penale della Cassazione che si è espressa sulla detenzione in carcere per gli ultra70enni – il carcere ci può stare laddove sussistano elementi di pericolosità «con il giudice tenuto a dar conto dell’esistenza di esigenze cautelari di intensità così elevata e straordinaria da rendere in concreto inadeguata ogni altra misura».
E nei tempi dei femminicidi senza tregua è evidente come l’attenzione sia ai massimi livelli. L’uomo era stato arrestato qualche giorno prima dai carabinieri che lo seguivano da gennaio, da quando la donna che conosceva lo aveva denunciato. Probabilmente riuscendo a fermarlo prima che, sospetta la Procura, trasformasse le minacce in qualcosa di drammaticamente diverso. Forse un agguato, forse altro. Perchè lui, circostanzia il pm negli atti, ai no di quella 47enne non si era mai rassegnato. A tal punto che, sostiene l’accusa, negli ultimi due anni aveva iniziato a mandarle lettere minatorie e soprattutto a lasciarle cartucce da caccia calibro 12 sull’auto, davanti casa o ad inviarle il tutto per posta. Il tutto confezionando i messaggi con ritagli di giornali, facendole telefonate nel cuore della notte. Spaventandola a tal punto che a gennaio lei si era presentata dai carabinieri per raccontare e denunciare. E quando i militari le avevano chiesto chi potesse volerle male, chi avesse dei motivi per perseguitarla, lei aveva indicato quel commerciante a cui aveva detto no, quella presenza inquietante che spesso vedeva circolare intorno alla sua abitazione (immortalato da alcune telecamere di videosorveglianza) e vicino al posto di lavoro.
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