Stanchieri scarcerato: «Incubo finito»

L’ex politico e imprenditore di 81 anni a casa dopo una settimana a Castrogno: sconterà ai domiciliari la condanna
TERAMO. Le lacrime raccontano prima delle parole. «Mi hanno trattato benissimo ma il carcere non lo auguro a nessuno»: Quintino Stanchieri parla e piange. Perché a 81 anni tutto è più difficile. L’ex assessore comunale dell’allora Dc, conosciuto imprenditore edile, è appena tornato a casa dopo una settimana a Castrogno: sconterà ai domiciliari la condanna per bancarotta a 4 anni e 7 mesi. L’età e le condizioni di salute, così come stabiliscono le normative a cominciare dall’ordinamento penitenziario, non lo avrebbero dovuto portare a Castrogno. Ma così non è stato. «Non accuso nessuno», dice mentre continua a sfogliare i giornali che in questi giorni si sono occupati di lui, «ma io credo di non aver fatto niente per meritare di essere rinchiuso in una cella. È stato veramente brutto, ma ora voglio ringraziare tutti quelli che si sono mobilitati per me, voglio ringraziare la mia città che ha dimostrato di avere tanto cuore, i familiari e gli amici che non mi hanno mai lasciato solo».
In questi giorni il suo è diventato un caso nazionale con un’intera città che si è mobilitata per chiedere che l’uomo, anziano e malato, scontasse la condanna a casa. Una condanna per bancarotta diventata esecutiva dopo il pronunciamento della Cassazione. Ribadisce l’avvocato Mario Antonietti, il legale che lo ha assistito in questa fase: «Quando è arrivato l’ordine di esecuzione per la carcerazione ho subito presentato alla corte d’appello la sua documentazione medica, visto che parliamo di un uomo anziano e malato, per chiedere la sospensione dell’esecuzione e procedere alla richiesta dei domiciliari. Non so cosa possa essere successo». Il provvedimento di scarcerazione è stato disposto dal tribunale di sorveglianza di Pescara (competente per territorio) che ha disposto i domiciliari. Il decreto “carceri” dell’allora ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri, ma prima ancora le norme dell’ordinamento penitenziario, senza nulla togliere alla certezza della pena, sanciscono che alla soglia dei 75 anni in carcere non si dovrebbe entrare. In questo caso, però, è andata diversamente e a 81 anni l’uomo è finito in una cella.
Stanchieri nel 2010 venne condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi per bancarotta preferenziale di una sua società e contemporaneamente venne assolto dall'accusa di bancarotta fraudolenta per il fallimento del Mythos, la struttura con bowling e ristorante di contrada Fiumicino. A questi 3 anni e 3 mesi diventati definitivi si è aggiunta una precedente condanna ad un anno e quattro mesi per cui nel mese di aprile la corte d’appello ha revocato l’indulto che in precedenza era stato concesso all’imprenditore.
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