Stato di agitazione alla lavanderia della Asl

I sindacati e i 12 lavoratori part-time denunciano: «Illegittima riduzione del salario con la nuova ditta»
TERAMO. Proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori del servizio di lavanderia della Asl di Teramo. Dodici dipendenti, con contratto part-time, si sono ritrovati con i livelli di inquadramento azzerati e un pesante taglio salariale da quando (fine aprile) l'appalto del servizio è passato nelle mani della Hospital Service Srl.
Le decisioni prese dalla nuova società appaltatrice, a detta dei sindacati che seguono la vicenda, sono in contrasto con le regole contrattuali previste dalla clausola sociale e che vanno a tutelare le condizioni dei lavoratori che transitano da un appalto all'altro. A parlare del problema sono intervenuti, in conferenza stampa, Serafino Masci (Femca Cisl), Giampiero Dozzi (Filctem Cigl) e Stefano Matteucci (Ugl Salute). «La cosa eclatante», dichiara Masci, «è il mancato rispetto, da parte della nuova società appaltatrice, della clausola sociale prevista dal contratto. I lavoratori dovevano essere contrattualizzati alle stesse condizioni del precedente gestore. Questo, invece, non è accaduto e secondo noi è un precedente pericolosissimo. Abbiamo inoltre chiesto, a nostro sostegno, l'intervento dell'associazione delle imprese del settore nazionale e a fine maggio ci sarà un incontro per affrontare la piaga del dumping contrattuale». I sindacati hanno attivato anche la procedura di raffreddamento chiedendo al prefetto di convocare la Asl, che però non ha partecipato alla riunione in quanto non direttamente coinvolta nella questione. «Non volevamo mettere sul banco degli imputati la Asl di Teramo», precisa Masci, «che con tanta solerzia ha risposto di non avere gestito la gara di appalto. Volevamo invece mettere a conoscenza il committente, che è la Asl, su un appalto che la riguarda direttamente. Dozzi aggiunge: «La Hospital Service ha proposto ai lavoratori due livelli in meno di inquadramento con una perdita salariale mensile che supera le 300 euro. La Asl può anche dire che l'appalto è stato gestito da un altro soggetto, ma la qualità del servizio e i problemi ad essa connessi devono interessarla». Matteucci, infine, annuncia che «se la situazione non verrà chiarita ci saranno azioni più incisive da attuare in aggiunta allo stato di agitazione già proclamato».
Gaetano Lombardino

