Statua nella rotonda, i social la stroncano: «Mette i brividi»

TERAMO. Per Marco «Nciazzecche ninde». «Ogni mattina mi mette i brividi», scrive Pina. «Il giorno del giudizio», il commento di Silvio. «Ieri mi è preso malissimo arrivare in città», osserva Amalia....
TERAMO. Per Marco «Nciazzecche ninde». «Ogni mattina mi mette i brividi», scrive Pina. «Il giorno del giudizio», il commento di Silvio. «Ieri mi è preso malissimo arrivare in città», osserva Amalia. Daniela non dà scampo all'automobilista: «Chi arriva a Teramo e lo vede non fa in tempo a riprendersi che si trova davanti la scatola arrugginita dell'ipogeo». Fa discutere anche nella piazza virtuale di Facebook la statua di San Michele Arcangelo, piazzata lunedì sulla rotonda all'incrocio tra via De Gasperi, ponte San Francesco e via San Marino. Il gigantesco bronzo dello scultore Venanzo Crocetti è stato dato in comodato al Comune dalla Bcc di Castiglione e Pianella, già Banca di Teramo. L'operazione ha subito acceso commenti in città, per lo più ironici. Rimbalzati sul più popolare dei social network.
Tutto è partito da un piccolo sondaggio in rete lanciato dall'associazione culturale Artuv'Arte sulla sua fan page. Sotto la foto della grande statua bronzea, ecco il quesito rivolto ai lettori della pagina: «San Michele Arcangelo sulla rotonda dello "stradone". Bell'esempio di sinergia tra lavori pubblici e cultura, o brutta statua nel posto sbagliato?» . Sul post di Artruv'Arte e nelle sue condivisioni si sono rincorsi commenti, interrogativi, battute, emoticon. Chi la trova imponente, chi inquietante, chi «assolutamente fuori luogo e obiettivamente brutta».
C'è Gianni che però dice: «A me piace», e Delfo che si spertica in lodi («È veramente eccezionale, un applauso a chi ha avuto l’iniziativa»), mentre Maria Teresa chiede: «Ma chi se la teneva levà sta statua pe darla a noi?». Silvio, a sua volta: «La banca l'ha donato o ha chiesto prebende o se n'è liberata?». Marina vuol capire: «Qualcuno sa spiegarmi il perché? Perché San Michele?». All'ipotesi formulata da Artruv'Arte («Teramo si troverebbe lungo la linea retta che, attraversando l'Europa, unisce tutti i luoghi sacri dedicati a San Michele Arcangelo»), chissà se nota al Comune, fa eco Antonio: «Romantica motivazione. In realtà è che a caval donato non si guarda in bocca».
«Invisibile per gli automobilisti che ruotano di fretta», il commento più pratico: per alzare gli occhi al santo guerriero si rischia di speronare qualcuno. E lì altro che santi.
Anna Fusaro
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