Stazione e San Berardo: proteste per traffico, parcheggi e rifiuti

20 Giugno 2018

Tutta la zona è in piena espansione commerciale, ma i residenti lamentano la mancanza di servizi Con l’arretramento dello scalo ferroviario sarà creata anche una piazza con una nuova viabilità 

TERAMO. La zona che abbraccia il quartiere della stazione e di San Berardo è in piena espansione commerciale. Definita da alcuni la “nuova Teramo”, come a voler sottolineare uno sviluppo della città in periferia, vede attualmente la presenza di istituti bancari, supermercati, negozi e agenzie di gioco. Questa proliferazione sembra aver causato gravi problemi di traffico, come denunciato dalla residente Laura Di Palma: «Il parcheggio è selvaggio e fuori da ogni regola di civile convivenza. Le auto sostano in doppia e terza fila, sui marciapiedi (quei pochi che restano!) e in prossimità delle attività commerciali. La presenza della rotonda a ridosso del ponte San Ferdinando inoltre causa disagi specialmente negli orari di punta. Infatti accade che le auto, transitando lentamente, causano lunghe file e a volte accelerano in modo non consono nonostante la vicinanza della scuola (la scuola media D’Alessandro, ndr)».
Dello stesso avviso è Giuseppina Di Sabatino, della tabaccheria Ricci di viale Crispi: «Qualche giorno fa un’autoambulanza non si è potuta fermare, lungo via Pannella, per soccorrere una anziana che si era sentita male. Hanno anche costruito un ampio parcheggio (situato dopo la stazione, lungo viale Crispi, ndr) ma è quasi sempre vuoto. La gente sa che esiste?». Anche il titolare del supermercato Coal, Enio Di Domenico, ha espresso il medesimo disagio: «C’è un evidente problema di viabilità. Avevo richiesto l’installazione di paletti per regolamentare la sosta delle automobili ma non è stato fatto nulla».
VIGILI E COLLEGAMENTI. Il “far west” dei parcheggi tiene impegnata la polizia municipale nel controllo sistematico della viabilità, ma a quanto pare bisognerebbe potenziare questa attività. «Il quartiere di San Berardo», spiega Renato Pilogallo, socio del comitato di quartiere San Berardo, «soffre a causa della mancanza di vigili a ridosso delle scuole. Non ci sono più neanche i “nonni vigile». Ne consegue quindi la difficoltà di attraversamento stradale per i pedoni, per le persone anziane, per quelle diversamente abili o anche per le mamme con il passeggino, anche a causa delle barriere architettoniche. «Quello che ci chiedono le persone», continua Giuseppina Di Sabatino, «è un collegamento per l’ospedale, soprattutto per chi arriva alla stazione di Teramo. Al momento, se vuoi raggiungere l’ospedale devi prendere due autobus o il taxi. Auspico anche un potenziamento dell’illuminazione notturna».
DECORO URBANO. Per quanto riguarda la pulizia e la cura degli spazi verdi invece «servirebbero», sostiene ancora Di Palma, «più controlli e contravvenzioni per chi non rispetta le regole: i sacchetti e i mastelli della spazzatura rimangono anche parecchi giorni dopo la raccolta da parte della Team. Davanti al bar Grand’Italia (in via Badia, ndr) il parchetto è pieno di spazzatura. «I cestini dei giardinetti di via Tevere», aggiunge Pilogallo, «vengono svuotati ogni 20 giorni ed è troppo poco, visto che si riempiono molto velocemente: la sera alcuni extracomunitari mangiano nei giardini, lasciando cartoni di pizza e lattine. Il fatto poi che molti studenti universitari vanno e vengono porta all’abbandono di carcasse di letti e materassi». Il problema dell’abbandono dei rifiuti viene denunciato anche dalla titolare del ristorante Capolinea Filomena Quaranta: «Ho un’attività da 30 anni e mi ritrovo a gestire anche l’immondizia che i privati e le imprese di pulizia, invece di chiamare la Team, buttano abusivamente nei dintorni. Dovrò installare delle telecamere di videosorveglianza perché è una situazione assurda». Poi rivolge una critica anche ai costi delle bollette: «Ogni tre mesi devo pagare 1000 euro per il consumo d’acqua, è una cifra spropositata. Anche per questi particolari il commercio a Teramo è finito».
PIAZZA E MANUTENZIONE. Grazie ad un progetto promosso da Comune e Ferrovie, i binari verranno arretrati e si potrà così realizzare uno spazio pubblico destinato al quartiere con una nuova viabilità. Anche per la zona San Berardo però è stato individuato un potenziale luogo per la costruzione di una piazza, «ma il Comune», osserva Pilogallo, «dovrebbe dialogare con chi gestisce quei terreni. Bisognerebbe intervenire sul problema della scarsa manutenzione: due settimane fa ho segnalato un faro che penzolava in mezzo alla strada ma è stato tolto anziché essere riparato. Il cittadino porta delle istanze al Comune, non delle lamentele. I palazzi popolari della zona non vedono una mano di vernice dal 1955, data della loro costruzione. Si dovevano rimuovere anche le canne fumarie dai tetti, ma non è mai stato fatto. Il quartiere soffre anche di un problema di disordine, per quanto riguarda il traffico, in via Palermo».
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