Sterzata di Brucchi: azzerata la giunta

25 Maggio 2016

Il sindaco ha chiesto agli assessori superstiti di dimettersi per favorire la formazione della nuova squadra

TERAMO. Quel che restava della giunta comunale si è dissolto sulla scrivania del sindaco Maurizio Brucchi ieri a metà mattinata. Il primo cittadino ha chiamato nel suo ufficio i quattro assessori superstiti, dopo le dimissioni di Giorgio Di Giovangiacomo di “Al centro per Teramo” e dei quattro di “Futuro in”, per chiedere loro di fare un passo indietro. Un gesto, ha spiegato, per facilitare la soluzione della crisi e la ricomposizione di un quadro politico più solido a sostegno dell’amministrazione. Così, Valeria Misticoni, Mario Cozzi e Marco Tancredi dell’Ncd, e il vicesindaco Mirella Marchese di Forza Italia hanno riconsegnato le deleghe rendendo concreto, nella sostanza più che nella forma, l’azzeramento della giunta.

«Questo atto chiude una fase politico-amministrativa iniziata con la vittoria alle elezioni del 2014», sostiene e il primo cittadino, «è oggettivamente evidente che il quadro politico è cambiato». Il sindaco dichiara di aver preso atto del nuovo scenario, derivato anche dalla nascita di nuovi gruppi come FdI-An e “Teramo soprattutto”, e invoca un «cambio di passo che metta da parte personalismi, che sono fisiologici ma non possono e non devono essere prioritari rispetto alla città che amministriamo». Le parole del sindaco e il passo indietro compiuto ieri dai quattro assessori raccolgono le sollecitazioni arrivate dai gruppi usciti dalla maggioranza, in particolare di “Al centro per Teramo” oltre a FdI-An, e mirano a ricostituire la coalizione elettorale che in consiglio riporterebbe la maggioranza alla quota piena di ventuno voti. L’azzeramento della giunta lascia anche più campo al sindaco nella scelta dei futuri assessori senza dover adottare provvedimenti che suonino come una bocciatura degli uscenti non confermati.

Al di là del patto programmatico e delle trattative al tavolo politico, c'è un filo rosa che guida Brucchi verso la ricomposizione della sua squadra. È il vincolo normativo che impone almeno il 40% di rappresentanza femminile in giunta. Almeno tre dei nuovi assessori, anche se i posti fossero ridotti a sei, saranno donne. In consiglio c’è poco da pescare: “Teramo soprattutto”, il gruppo di Alessia De Paulis, è orientato all'appoggio esterno e l’unica altra consigliera di maggioranza è Katia Provvisero di “Futuro in” alla prima esperienza amministrativa. La conferma in blocco delle quattro uscenti taglierebbe le gambe a qualsiasi altra ipotesi di discontinuità, per cui una di loro dovrà restare fuori dal riassetto. Il sacrificio riguarderà proprio “Futuro in”, che aveva due donne in giunta, e colpirebbe Francesca Lucantoni. Non sarebbe una questione di merito ma di opportunità perché in alternativa andrebbe esclusa Eva Guardiani, che ha ricoperto il delicato e ingrato ruolo di assessore alle finanze firmando il bilancio da portare in consiglio il 14 giugno. Il vincolo della rappresentanza di genere non fa correre rischi, invece, a Mirella Marchese e Valeria Misticoni che tornerebbero nei loro uffici dopo qualche giorno di pausa. I segni ulteriori di discontinuità si concentreranno sugli assessori uomini. Ncd dovrà perdere un posto e tra Mario Cozzi e Marco Tancredi sarebbe quest’ultimo il più in bilico. Resta da decifrare la posizione di Rudy Di Stefano, primo degli eletti due anni fa. Le sue punzecchiature a Brucchi dei giorni scorsi prefigurano una rottura definitiva che lascerebbe spazio in giunta a Franco Fracassa, ma si tratterebbe di un’esclusione pesante. Di riflesso si chiarirebbe anche il destino di Piero Romanelli che comunque resterà un sostenitore di Brucchi.

Gennaro Della Monica

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