Stipendi arretrati, Braga contro Comune

L’istituto musicale cita in giudizio l’ente come corresponsabile per i compensi non versati a due ex insegnanti
TERAMO. Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda giudiziaria che contrappone il Braga al Comune. Di mezzo ci sono sempre i soldi che l’istituto musicale dichiara di non avere, nonostante la statizzazione con cui è passato sotto il controllo del ministero dell’Istruzione e per questo richiede all’ente in quanto suo originario finanziatore insieme a Regione, Provincia e Comune di Giulianova. In questo caso oggetto del contenzioso sono gli stipendi non pagati a due ex insegnanti per un totale di circa 40mila euro dovuti in forza di un decreto ingiuntivo emesso dal giudice del lavoro nei confronti del Braga. Quest’ultimo ha dunque chiamato in causa l’amministrazione comunale come corresponsabile del mancato pagamento in base a un protocollo d’intesa risalente al 2005 che impegnava gli enti sottoscrittori, tra cui anche il Comune di Teramo, a farsi carico anche della copertura dei costi del personale.
Questo impegno, rileva l’istituto nella citazione in giudizio dell’ente, sarebbe stato corroborato proprio dal decreto governativo di statizzazione che all’articolo 10 lascia in capo agli enti che formavano il consiglio di amministrazione del Braga i relativi oneri finanziari. Il Comune, però, non pensa affatto di doversi accollare le spese per gli stipendi pregressi degli ex insegnanti. Alle rivendicazioni del Braga l’ente contrappone altre considerazioni che lo renderebbero esente da qualunque onere. Innanzitutto fa rilevare che il protocollo del 2005 non è stato ratificato dal consiglio né da altro atto deliberativo per cui risulterebbe del tutto inefficace. Su questo punto, tra l’altro, è già pendente un ricorso al Tar. L’istituto, infatti, si è rivolto al tribunale amministrativo rilevando l’inadempienza dell’ente che avrebbe dovuto dar seguito all’intesa firmata dodici anni fa facendosi carico delle spese per il proprio personale. Contro questa pretesa il Comune si è costituito in giudizio sostenendo la tesi che nulla è dovuto da parte sua alla storica istituzione di alta formazione musicale. Anzi, l’ente ha proposto un ulteriore ricorso al Tar, impugnando proprio l’articolo 10 del decreto di statizzazione. Il passaggio sotto il controllo del ministero dell’Istruzione, da anni atteso e caldeggiato dagli enti locali che sedevano nel cda per sgravarsi dei costi di gestione del Braga, è stato ritenuto infatti una sorta di presa in giro. Con il mantenimento dei costi a carico di Comuni, Provincia e Regione che per decenni hanno garantito la sopravvivenza dell’istituto musicale non sarebbe stata impressa al cuna svolta positiva alla sua gestione.
Anzi, il ministero avrebbe fatto il furbo riservandosi il diritto d’intervenire sull’assegnazione delle cattedre e su altri aspetti organizzativi, lasciando le spese a carico degli enti locali. Questi ultimi, dunque, hanno impugnato il decreto di statizzazione chiedendo al giudice amministrativo la cancellazione dell’indigesto articolo 10. Entrambi i ricorsi proposti al Tar sono tutt’ora aperti e di conseguenza il Comune ritiene di non dover dar seguito alla richiesta del Braga per il pagamento degli stipendi pregressi agli ex insegnanti.
L’ente, dunque, nei giorni scorsi ha deliberato di costituirsi in giudizio per il contenzioso relativo all’esborso dei 40mila euro dovuti agli ex docenti, ma in tribunale ribadirà la tesi di non aver nulla a che vedere con somme dovute a qualunque titolo dall’istituto musicale nei confronti di eventuali creditori. D’altra parte il Comune attualmente guidato dal commissario Luigi Pizzi è alle prese con ristrettezze economiche che hanno imposto tagli a contributi e servizi, per cui non intende pagare anche i conti in sospeso del Braga.
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