Stipendi ridotti per il servizio 118 a Giulianova

Protesta degli infermieri che si rivolgono al prefetto per eliminare la disparità di trattamento
GIULIANOVA. Gli infermieri che operano nella postazione del 118 di Giulianova protestano per la decurtazione delle some spettanti per i turni notturni e si sono rivolti al prefetto di Teramo Graziella Patrizi chiedendo un suo intervento. «Eccellenza», scrivono gli infermieri al prefetto, «ci scusi se la disturbiamo per poche migliaia di euro annue nel budget multimilionario speso dalla nostra Asl. Ci usi comprensione se ci rivolgiamo infine a Lei, dopo aver atteso inutilmente una risposta dalla dirigenza Asl per il problema in oggetto da noi sollevato ormai un mese fa e dopo i tentativi fatti anche dal direttore del nostro servizio 118. Ma sa, noi infermieri che ci occupiamo di assistenza al paziente da molti anni senza risparmiarci lavorando per salvare più vite possibili ogni giorno, ci sentiamo annichiliti, presi in giro, privati perfino di una risposta alla nostra missiva, con la quale chiedevamo alla dirigenza della nostra azienda un intervento efficace in nostro favore». Gli infermieri spiegano che per un cavillo tecnico, concordato in trattativa sindacale, e approvando un regolamento di settore, agli infermieri 118 è stata decurtata una notevole somma dalla spettanza per i turni notturni in automedica 118 a Giulianova per il soccorso sul territorio, a differenza dei turni svolti in altre simili postazioni nelle ore diurne.
«Per il maggior disagio e rischio notturno per le emergenze», spiegano gli infermieri, «abbiamo visto applicarci una notevole riduzione economica. Recependo la nuova normativa europea per l’articolazione oraria sui turni lavorativi, questa decurtazione non ha più riguardato tutto il personale della Asl che vi partecipa, quindi tutti e per pochi turni annui, ma solo gli infermieri della centrale operativa 118 di Teramo per la totalità del turni svolti in prestazioni aggiuntive». Dal dicembre scorso, il responsabile del servizio ha sollecitato la Asl, ma senza risultati. «Neppure la correttezza di una risposta ci è giunta e», concludono gli infermieri, «men che meno, un confronto per un intervento risolutivo. Per senso di responsabilità e correttezza, non volendo creare disagi all’utenza in questa fase delicata del periodo estivo, ma ci sentiamo beffati nel nostro impegno». (m.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

