Stipendi ridotti, picchetto alla Lisciani

7 Settembre 2017

La Filctem: «Applicati contratti più leggeri ai neoassunti, non pagati gli arretrati a quelli storici». Bloccati gli straordinari

TERAMO. Protestano i lavoratori della Lisciani giochi srl di Sant’Atto.
Ieri è stato organizzato un presidio davanti ai cancelli del sito produttivo «come risposta alla posizione assunta dall'azienda che da maggio ha applicato ai lavoratori il contratto Cisal, con conseguenze sul salario e sulla contribuzione, soprattutto sui lavoratori neo assunti», si legge in una nota della Filctem Cgil.
E se questo aspetto comporta pesanti decurtazioni agli stipendi dei neo assunti, non va tanto meglio per quelli storici. «L'azienda non ha mai corrisposto elementi salariali dovuti, ai sensi del contratto nazionale di lavoro Cgil Cisl Uil, arretrati con decorrenza 2013, che i lavoratori rivendicano come diritto maturato», aggiunge il comunicato sindacale.
L’iniziativa di protesta inoltre é stata intrapresa dopo la mancata concessione degli spazi per lo svolgimento dell'assemblea sindacale indetta dalla Filctem Cgil. Da qui la decisione di organizzare un presidio il giorno e negli orari dell’assemblea richiesta e non concesso, con i lavoratori che hanno smontato dal turno di mattina mezz’ora prima e quelli del secondo turno che sono entrati mezz’ora dopo.
I lavoratori riuniti in presidio hanno deciso la proclamazione dello stato di agitazione e lo sciopero degli straordinari e di ogni forma di lavoro supplementare. La segreteria Filctem Cgil, su mandato dei lavoratori, «si riserva di adottare ulteriori iniziative sulla base degli sviluppi della vicenda».
Il segretario, Giampiero Dozzi, spiega che «la Lisciani giochi ha unilateralmente disapplicato il contratto Cgil, Cisl e Uil da maggio, con una modalità inverosimile. Questo fatto ha determinato sulla retribuzione delle conseguenze pesanti per i neo assunti a cui si applicano stipendi minimi di 900 euro o poco più lordi mensili. Ci riserviamo atti a tutela dei lavoratori, stiamo facendo degli approfondimenti.
Per quanto riguarda gli altri, hanno messo in moto un meccanismo per cui tutti gli aumenti del contratto nazionale non vengono applicati ma si assorbono nel superminimo. Secondo me questo è illegittimo». Da qui la decisione di protestare. Sono una sessantina i dipendenti della Lisciani e l’adesione, a detta del sindacalista è stata buona. «L'azienda non ha discusso nulla con noi e non ha mantenuto l’impegno a erogare gli arretrati sul contratto Cgil Cisl e Uil con decorrenza 2013: è assolutamente poco credibile», conclude Dozzi. (a.f.)
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