Stireria con 50 dipendenti chiude perché il proprietario è anziano

19 Settembre 2018

L’azienda di Molviano di Campli lavora per il Maglificio Gran Sasso ed è florida, ma licenzia tutti La Filctem Cgil: l’industria committente ci aiuti a ricollocare gli operai nelle imprese che subentrano

CAMPLI. È un’azienda florida, la stireria Ferdi di Molviano di Campli. In un momento in cui l’incertezza del mercato e il crollo dei consumi interni fanno saltare i conti di molte imprese, la Fedi dà lavoro a 50 persone senza problemi di liquidità. Ma la Ferdi chiude.
Il problema è tutto nel cosiddetto “passaggio generazionale”: il fondatore ha ormai 77 anni e non gli è stato possibile passare il testimone. E così, se non cambiano le prospettive, dalla seconda metà di ottobre gli operai resteranno a casa.
«L'azienda in un primo momento», esordisce Giampiero Dozzi, segretario della Filctem Cgil, «ci aveva comunicato che avrebbe fatto un passaggio generazionale facendo passare a luglio i lavoratori a una nuova azienda ma sempre rimasta in ambito familiare. Il 24 agosto invece ci è stata notificata la procedura di licenziamento collettivo per cessazione attività».La stireria opera in regime di monocommittenza con il Maglificio Gran Sasso.
«Non siamo di fronte a una crisi aziendale sul piano dell'equilibrio economico e quindi di conseguenti esuberi», afferma il segretario della Filctem, «noi stiamo chiedendo il coinvolgimento del Maglificio Gran Sasso in questa vertenza per diversi motivi: siamo di fronte a una filiera a tutti gli effetti, tenuto conto che c'è un rapporto di monocommittenza. Noi stiamo coinvolgendo i vertici di quest’ultima azienda perchè si accordi per il riassorbimenti dei lavoratori della Ferdi con le imprese che in futuro svolgeranno lo stesso servizio al posto della ditta di Molviano». Finora però il Maglificio Gran Sasso non ha dato seguito alle richieste del sindacato. Per questo motivo la Filctem Cgil a breve chiederà un incontro in Provincia per affrontare la questione con tutti gli attori coinvolti. «Ci sono delle disponibilità finora a livello formale ma non vediamo disponibilità concreta a mettere in piedi un percorso che favorisca la ricollocazione dei lavoratori», incalza Dozzi, «è necessario invece che il discorso di filiera vada avanti. Per questo chiederemo l’intervento anche delle istituzioni, in primis della Provincia, per dare uno sbocco alla vertenza». Ma la Cgil tenterà anche un’altra carta.
«Si tratta di un’azienda che fa lavoro di qualità, l'attuale amministratore ha 77 anni: capiamo la difficoltà ad andare avanti, ma a noi serve tempo, a noi servono almeno altri 12 mesi per cercare nel frattempo delle soluzioni. Perdere 50 posti di lavoro di questi tempi e per queste motivazioni è impensabile», conclude il sindacalista.
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