Stop agli aiuti sulle bollette, l’ira dei Comuni

5 Dicembre 2020

L’Anci attacca: «La ricostruzione è appena partita, le agevolazioni vanno prorogate»

TERAMO. Il 31 dicembre scadranno le agevolazioni sulle bollette relative agli immobili inagibili. Una scadenza a fronte della quale i presidenti delle Anci regionali di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria – le regioni colpite dal terremoto 2016 – esprimono la propria indignazione per la decisione dell'Arera, l'autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, di non prorogare i termini nonostante il "Decreto agosto" prevedesse tale possibilità. Sulla vicenda era già intervenuto, a novembre, il sindaco di Teramo e presidente Anci Abruzzo Gianguido D'Alberto che ieri è tornato a far sentire la propria voce insieme ai colleghi.
«Pochi mesi fa», spiegano i presidenti Anci delle quattro regioni del centro Italia, «avevamo ottenuto una significativa proroga, che si applica alla parte fissa delle bollette di luce e gas e che sospende sino al prossimo 31 dicembre il pagamento delle bollette. Oggi con questa decisione di Arera facciamo un passo indietro, malgrado le condizioni delle migliaia di sfollati non siano mutate e la ricostruzione privata stia prendendo il via solo in queste settimane». Da qui la richiesta all'autorità di regolazione di tornare sui propri passi, sanando «quella che si profilo non solo come una beffa ma come un’ingiustizia nei confronti di cittadini e territori che non meritano tale insensibilità». Per i quattro presidenti Anci infatti, «non è giusto che i cittadini paghino gli oneri fissi anche se l’immobile di proprietà è inagibile e al contempo non è possibile riattivare il pagamento per coloro che hanno un alloggio nelle zone rosse e vivono ancora nelle Sae, costretti quindi a restare fuori casa a causa della lentezza delle procedure di ricostruzione».
Proprio per tutti i problemi legati alla ricostruzione, e anche a fronte della crisi legata alla pandemia, il "Decreto agosto" aveva previsto la possibilità di prorogare le agevolazioni oltre il 31 dicembre 2020, congelando nuovamente i pagamenti «e auspicando una rateizzazione a 50 mesi, oggi portati a 36 da Arera, per evitare nuovi esborsi ai portafogli di famiglie e imprese», come ricordano i presidenti Anci. (a.m.)