Stop alla plastica, la parola passa al Tar

Ricorso di ditta veronese e federazione contro l’ordinanza di D’Alberto che vieta l’uso di posate, piatti e bicchieri monouso
TERAMO. Scatta il ricorso al Tar contro l’ordinanza anti-plastica del Comune. A impugnare il provvedimento firmato dal sindaco Gianguido D’Alberto, che vieta a esercizi e uffici pubblici l’uso di posate, piatti, bicchieri e contenitori monouso non riciclabili, sono state una ditta di Verona che produce i materiali banditi e la federazione delle aziende del settore che ha sede a Milano.
Secondo loro il divieto è illegittimo perché contrastante con diverse normative regionali, nazionali ed europee ma anche carente di motivazione e di istruttoria. Le due società contestano sia la sostanza del provvedimento che la modalità con cui è stato emesso, ricorrendo all’ordinanza del sindaco e non a un atto deliberativo della giunta o del consiglio. Il ricorso, presentato al Tar dell’Aquila, è finalizzato all’annullamento del divieto e comunque, in via preliminare, alla sua sospensione in attesa del giudizio di merito. L’udienza è stata già fissata a mercoledì prossimo e considerata la ristrettezza dei termini, nella seduta di ieri la giunta ha approvato la costituzione in giudizio del Comune, tramite il proprio ufficio legale.
L’ordinanza è entrata in vigore dal 1° giugno, ma con effetto immediato riferito solo a eventi e manifestazioni pubbliche. La messa al bando definitiva di bottiglie e contenitori di plastica monouso è di fatto rinviata a fine anno per bar, ristoranti, pizzerie e uffici pubblici. L’amministrazione ha previsto infatti una fase transitoria di sei mesi per consentire ai titolari delle attività interessate di smaltire le scorte di materiale plastico. Il provvedimento, come ha ricordato il sindaco al momento della sua presentazione, anticipa di fatto la disposizione dell’Unione europea che vieta a partire dal 2021 la distribuzione di cibi e bevande in contenitori di plastica monouso. Per la ditta veronese e la federazione, che hanno citato in giudizio anche il ministero dell’Interno, il Comune ha ecceduto nello zelo per cui il provvedimento entrato in vigore da poco più di un mese è da considerare nullo.
Per l’amministrazione, ovviamente, non è così e la delibera di costituzione in giudizio, portata in giunta dall’assessore Sara Falini, esprime l’intenzione di difendere la validità dell’atto mantenendone l’efficacia secondo la tempistica prevista per la sua piena attuazione. Il progressivo azzeramento nella produzione nell'uso della plastica monouso, nello scenario prefigurato dal Comune, inciderà in modo positivo anche sui costi di smaltimento dei rifiuti e sulla relativa tassa a carico di famiglie e aziende.
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