«Strada pericolosa dopo i lavori»

La protesta dei residenti per il cemento al posto del porfido
TERAMO. Il mancato ripristino del manto stradale rovinato dagli scavi per le condotte del gas in via Trento e Trieste scatena proteste. A lamentarsi delle condizioni della strada, che nella striscia centrale è stata ricoperta con l’asfalto al posto dei sampietrini dopo i lavori, sono i residenti. «È una situazione indecente e pericolosa», affermano, «che non può essere tollerata oltre». Il Comune ha emesso un’ordinanza di chiusura della strada a tratti, proprio per il ripristino del manto in porfido, dal 12 luglio al 31 agosto. Il provvedimento fa riferimento proprio alla necessità di sistemare via Trento e Trieste dopo l’intervento di ‘2i Rete gas’ per la sostituzione delle condotte sotterranee. Nei giorni scorsi in effetti, stando a quanto riferiscono i residenti, il cantiere è stato allestito con la chiusura al traffico del primo tratto da rimettere a nuovo. «Qualche giorno dopo però hanno tolto lo sbarramento», fanno sapere i cittadini, «e non se n’è fatto più nulla». I residenti chiedono, insomma, se l’amministrazione abbia rinunciato alla sistemazione di via Trento e Trieste e comunque quando il manto in porfido verrà riposizionato eliminando la lingua di cemento che attraversa la carreggiata per tutta la sua lunghezza. (g.d.m.)
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