Strada pericolosa: Frattoli protesta contro la Provincia

Sit-in dei residenti della frazione di Crognaleto con i cartelli Il sindaco: hanno tutte le ragioni, richieste cadute nel vuoto
CROGNALETO. «Rifate la strada! Frattoli è viva!»: è il grido di protesta dei cittadini di Frattoli di Crognaleto, protagonisti del sit-in di martedì scorso al bivio di Cervaro, appena superato il ponte di Aprati, per le condizioni della strada provinciale 45/F. Una manifestazione alla quale hanno partecipato i residenti e tanti proprietari di seconde case per far arrivare il messaggio di disperazione alla Provincia di Teramo che gestisce il tratto.
«La Cervaro – Frattoli è impercorribile», lamenta Adriano Marini, residente che parla a nome dei suoi compaesani, «3,5 chilometri in totale disastro con grave pericolo per gli automobilisti. Non ci sono buche, ma vere e proprie voragini, un tratto è completamente invaso dalla vegetazione confondendosi con il bosco circostante e in alcuni punti manca totalmente l’asfalto. Noi residenti siamo costretti a percorrerlo ogni giorno mettendo a rischio la nostra incolumità, ma questo vale anche per i turisti e chi ha le seconde case che si lamentano delle condizioni precarie della strada». Il tutto, poi, si aggrava nella stagione invernale con neve, ghiaccio e temperature basse. «La strada è così da anni e peggiora giorno dopo giorno», aggiunge Claudio Orlandi, che ha una casa nel borgo e torna ogni estate, «abbiamo atteso e sperato che la Provincia facesse qualcosa, ma non si vede luce». I partecipanti alla protesta hanno annunciato che questa è solo la prima iniziativa, e non si fermeranno: «Il nostro è un grido di dolore e di aiuto perché ci fa male essere ignorati dalle istituzioni. Dopo i disagi del terremoto, almeno vogliamo avere una strada sicura».
Solidarietà e vicinanza alla protesta è stata espressa dal sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo: «I cittadini di Frattoli hanno tutte le ragioni di manifestare una condizione che si protrae da anni, nonostante le tante lettere, le interlocuzioni dirette e talvolta anche toni alti rivolti alla Provincia».
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