Strade alternative? Sì, con cantieri

Lavori a raffica non rendono convenienti l’asse A14-A25 e la vecchia statale 80
TERAMO. Di alternative al traforo del Gran Sasso, per chi da Roma o dall’Aquila volesse raggiungere Teramo e la costa teramana (e viceversa), in teoria ne esistono due: ma sono così difficili da risultare, appunto, teoriche e non reali. Una (con un aggravio di chilometri enorme, va detto subito) è l’A25, che da Teramo si raggiunge percorrendo una quarantina di chilometri di A14. Guarda caso, proprio il tratto in cui – per la messa a norma di gallerie e viadotti – sono stati impiantati cantieri lunghi chilometri e destinati a durare ancora anni, che provocano code più o meno lunghe quasi tutti i giorni (e di notte non va molto meglio). L’altra alternativa-si-fa-per-dire è la vecchia statale 80: tra Teramo e L’Aquila 75 chilometri di curve, ma (da qualche settimana) anche una raffica di cantieri per lavori di messa in sicurezza appaltati dall’Anas che restringono la carreggiata in più punti, imponendo l’utilizzo del senso unico alternato con semaforo. Insomma: per chi deve scavallare il Gran Sasso non c’è scampo.
La politica sta provando a spingere per un’attenuazione dei disagi sull’A24, ma con pochissime (se non nulle) speranze. Secondo i tecnici e le forze di polizia non è possibile derogare dal senso unico alternato, come ha chiesto in questi giorni più di un politico, perché istituendo il doppio senso in una sola canna non ci sarebbe corsia d’emergenza e qualsiasi intervento di soccorso risulterebbe impossibile.(d.v.)

