Strade e aree verdi sempre più sporche

L’inciviltà di molti cittadini e i problemi organizzativi di Teramo Ambiente colpiscono vari punti del centro storico. E un luogo-simbolo come la villa
TERAMO. Sembrano lontani un’era geologica i primi anni di attività della Teramo Ambiente, quando la città scoprì che una società municipalizzata (ovvero partecipata dal Comune e con un socio privato) poteva migliorare in modo evidente sia la raccolta dei rifiuti che la pulizia di strade e altre aree pubbliche. Era la metà degli anni Novanta, sindaco Sperandio.
Oggi c’è il “porta a porta”, la Team affronta compiti molto più complessi di allora in tema di raccolta e smaltimento e le percentuali di differenziata raggiunte da Teramo dicono che li affronta in modo adeguato. Altra storia, però, è la pulizia di strade e parchi. Su questo fronte c’è stato un peggioramento evidente, che è sotto gli occhi di tutti e che da qualche tempo crea tensioni – mai esplose in polemiche aperte ma comunque palpabili – tra la società e l’amministrazione comunale. Il punto, forse, è proprio il contratto che regola i servizi che la municipalizzata deve fornire all’ente. Per le aree verdi ad esempio sono previsti 12 passaggi l’anno, uno al mese, e si capisce benissimo visitando luoghi-simbolo cittadini come la villa comunale e il parco fluviale che non possono bastare.
Certo, attribuire solo alle difficoltà del servizio pubblico la situazione attuale sarebbe ingiusto e fuorviante. La realtà è che il senso civico, a Teramo, è sempre più un optional. L’inciviltà la fa da padrona e lo dimostra il fatto che cartacce, bottiglie e lattine vengono abbandonate anche in luoghi dove ci sono cestini per il conferimento dei rifiuti. Un esempio facile facile? Le scalette ricavate nelle antiche mura dell’anfiteatro romano, tra via Paris e via San Berardo. Qui, in particolare nelle serate dei fine settimana, si siedono a conversare gruppi di giovani che consumano spuntini e bevande. Sul marciapiede di via Paris, tra le due scalinate, c’è un cestino portarifiuti. Ebbene, non c’è praticamente mattina che sulle scalette non si trovi qualche segno delle amabili conversazioni di cui sopra, mentre il cestino di cui sopra non è mai pieno. Ieri intorno all’una, come testimonia la fotografia sopra, sulla scalinata più vicina al duomo c’erano una bottiglia di plastica, una lattina e un ramo di legno.
Questo tipo di comportamento incivile è solo uno dei tanti. C’è chi, ad esempio, i cestini li utilizza per gettarvi l’immondizia – rigorosamente indifferenziata – di casa. Per non dire del lancio di buste di immondizia dalle automobili che continua ad avvenire nelle strade più periferiche o isolate. Di fronte a tutto questo, appare evidente come la Team debba rivedere qualcosa per rendere più efficace la propria risposta. Intanto va detto che il recente cambio di amministratore delegato della società – a Luca Ranalli è succeduto Pietro Pelagatti – ha comportato anche una rivoluzione nell’organico dirigenziale. Il direttore dei servizi non è più Pierangelo Stirpe ma Pierandrea Giosuè, che per Team ha svolto lo stesso compito a Giulianova. È chiaro che ci vorrà del tempo prima che questo nuovo assetto produca dei risultati, ma l’impressione è che un cambiamento reale non potrà non passare da una ridefinizione del contratto con il Comune. Sempre che l’amministrazione attuale non cada.(d.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

