Stranieri conquistati dai casolari teramani

8 Agosto 2018

Sono tanti quelli che li comprano attratti dal paesaggio, dal clima e dalla cucina. E c’è chi si trasferisce per fare il contadino

TERAMO. Altro che Chiantishire. Sempre più spesso gli stranieri scelgono l'Abruzzo, e in particolare il Teramano, per acquistare e ristrutturare rustici in campagna e case nei piccoli centri storici. Per farne dimore di charme destinate alle vacanze. Ma anche residenze stabili, per chi può fare telelavoro. Meglio se il casolare è circondato da un terreno, con vigneti e uliveti. Il richiamo della terra e di una vita più semplice e naturale sembra irresistibile soprattutto per i nordici. Lo conferma Berardo Calzetta, tecnico fiduciario per Abruzzo, Marche e Molise di un'agenzia inglese che si occupa di compravendite immobiliari in tutto il mondo, con crescente attenzione negli ultimi anni al nostro territorio. Calzetta, appena eletto nel Collegio dei geometri di Teramo, assiste gli acquirenti stranieri nelle operazioni di compravendita, li segue negli aspetti normativi e immobiliari e nelle ristrutturazioni. «Che sono sempre conservative. Nessuno stravolge le strutture. Vogliono semmai conservare al massimo l'esistente e valorizzarlo. Senza badare a spese. Negli ultimi anni è cresciuta l'attenzione degli stranieri verso le bellezze del nostro territorio, le colline teramane in particolare. Ci sono stati acquisti di casolari nelle zone di Notaresco, Bisenti, Civitella del Tronto, Castiglione Messer Raimondo, Arsita, Cellino. Nel Pescarese piace Penne. Solo a Civitella e Penne gli immobili sono in paese, negli altri casi si tratta di antichi casolari rurali con i terreni».
Così c'è chi si è messo anche a fare il contadino, producendo olio, vino, grano. Come la coppia svedese, lui manager, lei commercialista, due figli, che ha comprato un casolare nella campagna di Notaresco dove la famiglia abita d'estate. Qualcuno sceglie invece di trasferirsi definitivamente, come il fotografo di Seattle che si è stabilito a Penne, meta anche della signora svedese che in centro storico ha aperto un bed&breakfast. «Inizialmente gli acquirenti stranieri si orientavano verso il Pescarese e il Vastese, per la vicinanza all'aeroporto di Pescara», spiega Calzetta, «poi hanno scoperto la bellezza del territorio teramano e la nostra calorosa accoglienza. Sono stati conquistati, oltre che dalle bellezze locali, dalla cucina teramana, dai prodotti tipici, dal clima, dalla vicinanza al mare e alla montagna, dal facile collegamento con gli aeroporti internazionali di Roma e Ancona». Ma chi sono e da quali Paesi arrivano gli acquirenti? «Sono soprattutto manager, professionisti, docenti universitari, artisti, di età tra i 40 e i 60 anni. Australiani, svedesi, inglesi, canadesi, statunitensi. Nessuno è originario dell'Abruzzo né di altre regioni italiane. I primi ad arrivare sono stati gli inglesi, che preferiscono la campagna sperduta, meglio se senza vie di comunicazione. Negli ultimi anni almeno una trentina di famiglie straniere ha investito nel nostro territorio». Sedotto dalle vedute un top manager americano: «Cercava dei terreni panoramici con uliveti. Sulla collina della Specola è impazzito per la vista estesa fino al mare». Entusiasta delle testimonianze storiche una docente universitaria londinese, che ha comprato un casale con vigneto a Castiglione Messer Raimondo: «Quando ha visitato Teramo ha esclamato: "Avete un teatro romano e vi passate davanti così indifferenti?"».
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