Strategia comune per i tre dissidenti della maggioranza

16 Aprile 2017

Falasca e Caccioni non formeranno un nuovo gruppo E agiranno di concerto con Sbraccia. Che resta nel suo

TERAMO. Non formeranno un nuovo gruppo e finiranno in quello misto, ma coordineranno le loro azioni. I fuoriusciti di "Futuro in" Vincenzo Falasca e Alfredo Caccioni troveranno una sponda forte in Domenico Sbraccia, che pur avendo aderito a giugno alla lista civica vicina al sindaco Maurizio Brucchi continua a rivendicare indipendenza e autonomia di giudizio. Tanto che, insieme a Falasca, ha disertato l'ultima seduta consiliare lasciando la maggioranza senza numeri per deliberare. Il consiglio tornerà a riunirsi giovedì in seconda convocazione e sarà quella la prima occasione in cui misurare l'atteggiamento dei tre consiglieri scontenti.

«Ci muoveremo sulla stessa linea ma da posizioni distinte», spiega Sbraccia, «anche perché io sono ancora nel mio gruppo: andrei via se fossi messo nelle stesse condizioni in cui sono trovati i due consiglieri di Futuro in». La strategia comune prevede, dunque, che giovedì i tre frondisti votino la ratifica dell'accordo di programma per la trasformazione dell'ex rettorato di via Crucioli in Casa dello studente ma poi abbandonino l'aula. «Se proporranno un'inversione dell'ordine del giorno che sposti questo argomento facendolo precedere da altre delibere», avverte Sbraccia, «andremo via subito». I tre consiglieri non voteranno i provvedimenti fiscali relativi alla rottamazione delle cartelle esattoriali e agli sconti sulla Tari, né tantomeno le controdeduzioni al documento della corte dei conti sulla gestione finanziaria dell'ente. L'effetto della loro assenza sarà relativo, perché la seduta in seconda convocazione non richiede la presenza dei 17 consiglieri, equivalenti alla metà più degli eletti, per essere valida. Il problema, però si riproporrà più avanti, quando servirà la maggioranza per sostenere l'attività amministrativa.

La blindatura concepita a giugno con il recupero in maggioranza di Sbraccia, la nomina di Roberto Canzio ad assessore e l'appoggio esterno di "Teramo soprattutto" è saltata. La coalizione che sostiene Brucchi può contare su 15 voti certi e dunque resta appesa al filo del consenso da parte dei tre scontenti. «Per noi resta prioritario il congelamento della giunta che può sfociare solo nell'azzeramento di fatto», chiarisce Sbraccia, «e nella riconsiderazione delle cose da fare». I primi a saltare, insomma, dovrebbero essere gli assessori appena nominati, Alfonso Di Sabatino Martina (Teramo soprattutto) e i due di "Futuro in" Silvio Antonini e Katia Provvisiero. I tre consiglieri ne parleranno subito dopo Pasqua con il sindaco.

Nel frattempo, però, a mettere un punto fermo è Paolo Tancredi. «Di cambiamenti ce ne sono stati anche troppi», osserva il parlamentare di Altenativa popolare-Ncd, «c'è un assetto, ora basta: sono stufo di parlare di assessori, della loro vita e dei loro stipendi». Il deputato richiama l'interesse di tutti «a quello che fa l'amministrazione nelle importanti sfide che ha davanti la città». Secondo lui, come già evidenziato da "Futuro in", bisogna andare avanti con l'attuale gruppo dirigente. «Se poi qualcuno pensa che sia meglio il commissariamento, se ne assume la responsabilità», conclude, «e si andrà tutti a casa».

Gennaro Della Monica

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