Strisce blu, è pronto il ricorso: «La nuova gestione va azzerata»

I commercianti del centro preparano la richiesta al Tar per annullare la convenzione con Easy Help Bucciarelli: «Il Comune si fa carico delle perdite economiche, ci sono gli estremi per bloccare l’intesa»
TERAMO. Non è solo una battaglia contro il Pums (il piano urbano della mobilità sostenibile) quella dei commercianti del centro storico. È una battaglia contro la convenzione che ha portato la gestione delle strisce blu nelle mani della Easy Help e a favore della rivitalizzazione della città che ora, oltre a iniziative di protesta e proposta, potrebbe passare per il Tar. Il ricorso al tribunale amministrativo, infatti, è una mossa che i commercianti stanno valutando per far sì che il Comune faccia marcia indietro su quanto attuato nell’ultimo anno e mezzo.
La possibile azione legale, avanzata dall’ex assessore ed ex presidente del comitato di quartiere della Cona Domenico Bucciarelli, vedrebbe al centro la convenzione fra l’ente e la Easy Help che, a cascata, ha dato vita alla riorganizzazione degli stalli e al Pums (redatto da una società milanese per conto della Easy Help). Per Bucciarelli, che è stato portavoce anche del comitato pro ospedale Mazzini, gli estremi per un ricorso al Tar ci sarebbero in virtù delle caratteristiche della convenzione, compresa l’assenza del rischio di impresa per la Easy Help «le cui eventuali perdite verrebbero ripianate dal Comune: ritengo che ci siano profili civilistici incongrui che potrebbero invalidare l’ipotesi contrattuale e dunque anche il Pums», ha detto l’ex presidente del comitato che ieri è intervenuto alla conferenza stampa indetta dai commercianti del Consorzio Shopping in Teramo centro rappresentati da Franca Labrecciosa e Osvaldo Di Teodoro. Quest’ultimo ha evidenziato i passaggi critici della convenzione, chiedendo l’azzeramento dell’atto. Non convincono gli aspetti economici, a partire dai «98mila euro dati dal Comune alla Easy Help per redigere il Pums passando per i costi reali che la società sostiene per i lavoratori ex Tercoop assorbiti», ha detto Di Teodoro accusando l’amministrazione di aver «svenduto gli spazi pubblici della città al privato» rendendo Teramo «tutta blu» e concedendo «alla società dei parcheggi anche aree non inserite in convenzione, come piazza Dante». Labrecciosa ha rincarato la dose, sottolineando lo stato di «abbandono e desolazione della città» e mostrando una videodenuncia di situazioni di sporcizia, degrado, trascuratezza del centro storico. Di una Teramo dove «è difficile vivere e ormai anche solo passeggiare» ha parlato Mauro Di Pietro, residente del centro, «una città abbruttita, senza identità, senza regole e controllo, dove il Pums è di certo utile ma non come quello redatto che è solo un prodotto di neuro-marketing non tarato sulle necessità e sulle reali condizioni di Teramo».
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