Striscione contro la polizia: anarchici assolti

3 Ottobre 2019

Processo in un tribunale blindato, erano accusati di resistenza e oltraggio commessi a Giulianova

TERAMO. Si è concluso con l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” il processo ai due anarchici Pierloreto Fallanca e Gianluigi Di Bonaventura, entrambi accusati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale in relazione alla vicenda dell’esposizione, a giugno 2016, di uno striscione con la scritta “assassini” durante un concerto della banda della polizia di Stato in piazza Buozzi a Giulianova. La sentenza è stata emessa dal giudice Antonio Converti. Il pm aveva chiesto la condanna di entrambi rispettivamente a 12 e 16 mesi.
La vicenda che aveva visto i due finire a processo risaliva all’8 giugno del 2016 quando insieme ad altri anarchici avrebbero esposto uno striscione con la scritta “assassini”durante il concerto della banda della polizia. Ai due veniva contestato in particolare di aver opposto resistenza agli agenti che, «al fine di scongiurare il rischio di turbativa dell’ordine pubblico», come si legge nel capo di imputazione, stavano cercando di portar via lo striscione. Ma non solo. A Di Bonaventura veniva infatti contestato anche di aver offeso «l’onore e il prestigio» di un agente, «mentre questi compiva atti del suo ufficio nell’esercizio delle sue funzioni, proferendo al suo indirizzo l’espressione “mezzo uomo”». Fallanca, che recentemente è stato condannato a nove anni e sei mesi di reclusione per il ferimento dell'artificiere della polizia Mario Vece, investito la notte di Capodanno 2018 dall’esplosione di un ordigno a Firenze, e Di Bonaventura, erano difesi dall’avvocato Filippo Torretta. (a.m.)
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