Striscione in piazza Martiri per ricordare le morti bianche

TERAMO. «Ero venuto per lavorare, non ero venuto per morire». Da ieri mattina uno striscione con questo slogan campeggia in piazza Martiri, affisso all’olmo. E’ stato appeso al termine del presidio...
TERAMO. «Ero venuto per lavorare, non ero venuto per morire». Da ieri mattina uno striscione con questo slogan campeggia in piazza Martiri, affisso all’olmo. E’ stato appeso al termine del presidio svolto ieri in piazza dai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil per la sicurezza sul lavoro. «Speriamo che rimanga lì per ricordare a tutti quelli che passano in piazza che c’è un problema aperto», esordisce Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl.
Quest’anno in provincia di Teramo ci sono stati già 11 incidenti gravi sul lavoro, che hanno causato tre morti (due nei campi e uno che tagliava la legna) e 8 invalidi permanenti. L’ultimo incidente è avvenuto nella fabbrica che produce radiatori Cordivari, a Morro d’Oro, qualche giorno fa.
«In provincia di Teramo l’attenzione sulla sicurezza è bassa», aggiunge Boccanera, «ci sono aziende virtuose e poi ci sono i “padroni” che investono solo sul profitto e non sulla sicurezza. Dove non c’è il sindacato l’Rls (il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, ndr) è nominato dal padrone: per questo chiediamo all’ispettorato del lavoro più controlli. E anche le associazioni datoriali, ad esempio Confindustria, dovrebbero sensibilizzare gli associati».
«Questi iniziativa non si ferma qui», aggiunge Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «ma continuerà in tutte le aziende: presenteremo piattaforme per la sicurezza. E valuteremo, dove è necessario, di fare azioni sindacali più forti. Perchè in alcune realtà riscontriamo situazioni di criticità alte. E’ necessario peraltro abbassare il ricorso ai lavoratori precari, che sono più a rischio incidenti perchè meno formati e più ricattabili. Bisogna uscire dal ricatto “occupazione in cambio di mancata sicurezza”».
«Non molleremo», osserva Emidio Angelini, segretario provinciale della Uil, «abbiamo intenzione di replicare questa iniziativa sia nell’entroterra che sulla costa, ad esempio a Montorio e Giulianova, proiettando anche delle immagini per far capire qual è la gravità del problema. Il percorso è iniziato il 1° maggio e non lo abbandoneremo: non è possibile che in un paese civile ci sia un così alto numero di morti e di infortuni. Speriamo che le istituzioni si dimostrino sensibili». (a.f.)

