Striscioni e palloncini per l’addio a Simona

Garrufo, in tanti rendono omaggio all’operatrice sanitaria morta a 40 anni che ha donato gli organi
SANT’OMERO. Erano in tanti, ieri mattina nella chiesa di San Francesco a Garrufo, per dire addio a Simona Licani, la 40enne operatrice socio-sanitaria della Asl, aspirante infermiera e madre di una ragazza di 18 anni, morta martedì nell’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero a causa di un’embolia polmonare. Un grande striscione (vedi foto) le ha reso omaggio e all’uscita del feretro c’è stato un volo di palloncini bianchi. Al termine della funzione la caposala dell’unità di Nefrologia e dialisi di Teramo, dove la donna prestava servizio, ha letto un commosso messaggio a nome di tutti i colleghi di lavoro. Erano presenti anche molti dei compagni di corso di Simona, che studiava Scienze infermieristiche nella sede distaccata di Teramo dell’Università dell’Aquila.
La scomparsa dell’operatrice sanitaria, originaria di Teramo e residente a Garrufo, ha suscitato grande commozione nella comunità teramana anche per il gesto dei familiari della donna, che quando è stata dichiarata la morte cerebrale della congiunta hanno autorizzato l’espianto degli organi. Cuore, fegato, reni e cornee di Simona sono volati in varie parti d’Italia per dare speranza ad almeno quattro malati gravi.(red.te)

