Stroncato da un infarto mentre va in bici

Bellante, un 54enne teramano si sente male e si accascia sull’asfalto: inutili i soccorsi immediati con il defibrillatore
BELLANTE. Era un appassionato della bicicletta e anche ieri, come faceva ogni domenica, era salito in sella alla sua due ruote per una passeggiata sulle colline teramane. È stata l’ultima per Fabrizio Marinucci, 54enne teramano, artigiano di Piano d’Accio. Ieri mattina è morto, molto probabilmente stroncato da un infarto fulminante, mentre percorreva la provinciale 16 che da Bellante stazione porta al paese. A dare l’allarme sono stati alcuni automobilisti che lo hanno visto scendere dalla bicicletta e accasciarsi sul ciglio della strada. I soccorsi sono stati immediati e in pochissimo tempo sul posto è intervenuta l’ambulanza del 118 con gli operatori che per molto tempo hanno cercato di rianimarlo con il defibrillatore, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.
Tra le ipotesi circolate nei primi momenti quella che l’uomo potesse essere caduto dalla bici a causa di qualche buca sull’asfalto, ma questa ipotesi è stata subito smentita dagli investigatori. La tragedia si è consumata su un tratto pianeggiante che si trova subito dopo un tratto in salito della strada. Per i rilievi di rito sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di Teramo diretti dal vicequestore Nadia Carletti e coordinati sul posto dal sostituto commissario Antonio Bernardi. Il ciclista non aveva addosso nessun documento e inizialmente non è stato possibile identificarlo. Gli agenti sono riusciti a risalire alla sua identità grazie al telefono cellulare che l’uomo portava con sè.
La salma è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Teramo in attesa che l’autorità giudiziaria decida se disporre o meno l’autopsia. Marinucci, sposato e padre di una figlia, era un artigiano. Molto conosciuto a Piano d’Accio, dove viveva, e negli ambienti provinciali dei cicloamatori con cui condivideva la passione per la due ruote, il suo tempo libero lo dedicava alla famiglia e alle passeggiate in bicicletta. La notizia della sua morte si è subito diffusa nella frazione teramana e il dolore è subito corso sui social. Molti amici lo hanno ricordato raccontando le tante passeggiate in bicicletta fatte proprio in questi mesi estivi. «Era uno sportivo vero», racconta uno dei tanti, «uno che amava la fatica della bicicletta. Amava andare insieme ad altri ciclisti ma anche fare lunghe uscite in solitaria. Gli piaceva la natura e per questo amava la bicicletta. Era un uomo molto attaccato alla famiglia, ma il tempo libero che gli rimaneva lo dedicava allo sport. Mancherà a tutti quelli che lo conoscevano».(d.p.)
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