Strutture abusive in un lido: vanno rimosse

29 Luglio 2022

Il Comune dispone lo smantellamento di container, ombreggi e recinzioni non autorizzati al Riviera

GIULIANOVA . Disposta la demolizione immediata di opere considerate abusive nello stabilimento “Bagni Riviera” sul lungomare Zara nord. L’ordinanza, notificata agli interessati titolari dell’esercizio e pubblicata sull’albo pretorio dell’ente nella giornata di ieri, è stata emessa dal dirigente della seconda area del Comune di Giulianova.
L’atto è la conseguenza del sopralluogo, effettuato dai tecnici e dalla polizia municipale e che ha determinato il provvedimento di rimozione delle strutture oggetto della verifica, avvenuto in una fase precedente. Le opere su cui si incentrano le contestazioni che hanno determinato l’ordine di rimozione consisterebbero in un container adibito a uso cucina, installato senza i necessari titoli edilizi sull’area nord del complesso balneare e in ampliamento del corpo principale dello chalet, utilizzato anche come deposito e locale distribuzione di cibi e bevande. Inoltre, gli uffici comunali hanno anche rilevato l’installazione di strutture ombreggianti e di pavimentazioni prive di autorizzazione demaniale, oltre a recinzioni varie che ugualmente risultano posizionate in assenza di titolo. Il Riviera, locale storico del litorale, è situato tra il lungomare nord e quello monumentale, ed è molto frequentato dai giovani.
Il sopralluogo del Comune, che ha rilevato le opere ritenute abusive, sarebbe partito da una richiesta della stessa società che gestisce lo chalet, indirizzata allo Sportello unico per le attività produttive, che avrebbe richiesto le autorizzazioni igienico-sanitarie per la realizzazione dei locali abusivi senza dare seguito contestualmente alle procedure per le attività edilizie e la modifica della concessione demaniale.
Il “Bagni Riviera”, ricevuto il provvedimento emesso dall’amministrazione comunale, avrà dunque 90 giorni per rimuovere le strutture allestite senza autorizzazione, fatti salvi eventuali ulteriori disposizioni che potrebbero essere assunte da altre autorità coinvolte nella vicenda, come la capitaneria di porto e la soprintendenza ai beni paesaggistici. (al.al.)