Studenti disabili a casa: «Questione di sicurezza»

22 Ottobre 2023

TERAMO. Questione anagrafica e di sicurezza. Il professor Candeloro Di Biagio, dirigente dell'istituto comprensivo “Falcone e Borsellino”, interviene sulla vicenda dei due studenti disabili che per...

TERAMO. Questione anagrafica e di sicurezza. Il professor Candeloro Di Biagio, dirigente dell'istituto comprensivo “Falcone e Borsellino”, interviene sulla vicenda dei due studenti disabili che per il mancato rinnovo di una convenzione fra scuole quest'anno non sono potuti tornare sui banchi.
Due anni fa, infatti, grazie a un accordo fra il “Falcone e Borsellino” (all'epoca diretto dalla professoressa Maria Letizia Fatigati) e l'istituto “Di Poppa Rozzi” (diretto dalla professoressa Caterina Provvisiero), entrambi si erano potuti iscrivere al corso serale superiore pur frequentando le lezioni all'interno della scuola media di Villa Vomano. Qui i ragazzi hanno affrontato negli ultimi anni un percorso di studi e inclusione più lungo rispetto all'iter classico, proprio per via della grave disabilità, ma decisamente proficuo secondo le famiglie. Con l'arrivo a settembre scorso del nuovo dirigente le cose però sono cambiate. Di Biagio ha ritenuto di non dover rinnovare la convenzione e gli studenti sono rimasti a casa. Il papà di uno di loro ha raccontato la vicenda al Centro, definendola incomprensibile, figlia di un eccesso di burocrazia oltre che pregiudizievole per i ragazzi sotto il profilo della didattica e dell'inclusione. Il dirigente spiega le sue ragioni, sottolineando come per i due alunni, di 23 e 24 anni, il “Di Poppa-Rozzi” sia «più idoneo a un progetto inclusivo in quanto frequentato da alunni di età simile alla loro e con i quali è possibile una più efficace socializzazione e fornito di docenti di sicura competenza nel gestire progetti didattici con studenti maggiorenni anche se bisognosi di particolari attenzioni in quanto portatori di disabilità». Per il dirigente inoltre non sussistono i requisiti di sicurezza circa la permanenza in una struttura diversa da quella presso la quale i due sono iscritti «come ribadito anche dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’istituto». «Non è possibile alla scuola in cui l’alunno non risulta iscritto fornire personale docente, né personale non docente per gestire la didattica e l’assistenza personale dei due studenti, né eludere la problematica di copertura assicurativa», precisa Di Biagio che si dice disponibile a partecipare alla redazione di un progetto educativo per i ragazzi «purché ci sia la partecipazione di tutti i soggetti interessati e da interessare, compresi gli enti pubblici che devono farsi carico dell’assistente personale e della valutazione delle condizioni di salute e sicurezza. Su queste delicate vicende devono prevalere la concretezza di tutte le parti coinvolte piuttosto che il clamore ingiustificato».
Il dirigente conclude che «le leggi in generale, e le leggi in materia scolastica in particolare, non sono gelida burocrazia, ma sono degli atti finalizzati a custodire e promuovere condizioni di vita e di benessere delle persone e in particolare nella scuola degli studenti».
Veronica Marcattili
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