Studenti e genitori sfilano contro la scuola fantasma

2 Dicembre 2018

Da due anni aspettano l’inizio dei lavori per realizzare la media antisismica Gli alunni costretti ancora a cambiare sede, gli appelli a Roma caduti nel vuoto

ISOLA DEL GRAN SASSO. «Siamo stanchi di aspettare, di sperare, delle troppe promesse non mantenute e delle sfilate dei politici. Noi genitori partiamo da qui, ma non ci fermiamo e se non abbiamo risposte e non vediamo subito l’inizio dei lavori del nuovo polo scolastico andremo a Roma od ovunque sia necessario. Non vogliamo che la Valle Siciliana muoia per colpa di chi non fa bene il proprio lavoro». C’è un grido di rabbia e di disperazione, ma anche la promessa dei genitori degli studenti delle scuole medie ed elementari di Isola, nelle parole di Cristian Di Pietro, presidente del consiglio d’istituto in occasione della manifestazione di protesta che si è svolta ieri per la nuova scuola media antisismica mai realizzata.
Un lungo e corposo corteo capeggiato da uno striscione con la scritta “ Le scuole fantasma” al quale hanno partecipato i genitori, il sindaco Roberto Di Marco e l’assessore Amelide Francia, i consiglieri di opposizione Andrea Ianni, Fabio Bonfini e Piergiorgio Possenti, il vice sindaco di Colledara Gesidio Frale e gli studenti, alcuni travestiti da spettri, si è snodato per le vie del paese, partendo dalla scuola elementare per arrivare nell’area in cui sorgerà il nuovo polo scolastico, vicino al parcheggio del terminal di San Gabriele.
Area che oggi è transennata, ma con i lavori mai iniziati per la scuola media della Protezione civile e solo con la platea di cemento per quella elementare donata dalla Croce Rossa Italiana. E con due soste intermedie durante il percorso: dinanzi alla scuola media inagibile dalla quale «è partita la nostra odissea» come ha gridato una mamma e dinanzi alla statua di San Gabriele nella rotonda vicino al santuario dove è stata recitata una preghiera con la richiesta della scuola. Ed è proprio un’odissea quella degli alunni delle medie che dal 2016 attendono una scuola antisismica finanziata dalla Protezione civile dopo che la propria ha subito danni irreparabili a causa del terremoto. Struttura che sarebbe dovuta essere pronta per il 2017 insieme a quella primaria donata dalla Cri nel nuovo plesso scolastico, ma ancora è tutto fermo con gli studenti costretti ad un continuo peregrinare. Prima con la doppia turnazione con la primaria che è sempre stata agibile, poi a Cerchiara, ora in appoggio nella media di Colledara e da gennaio in una sistemazione provvisoria nel primo lotto della nuova scuola materna i cui lavori di adeguamento sono in atto grazie all’autorizzazione e al finanziamento di 150mila euro della Protezione civile. «Disagi e ritardi non dovuti all’amministrazione che ha adempiuto a tutto ciò che era di sua competenza, ma alla struttura commissariale sulla quale non abbiamo potere di incidere», ha precisato il primo cittadino, «ci avevano garantito la scuola media come un’emergenza assoluta, noi abbiamo subito consegnato un’area già urbanizzata, i lavori per la costruzione dell’edificio sono stati appaltati nel maggio scorso, ma nulla si muove». Secondo l’assessore Francia « i nostri ripetuti solleciti con lettere inviate al premier, al ministro all’Istruzione, ai commissari alla ricostruzione che si sono avvicendati, ai vertici regionali non hanno avuto risposte. Questa situazione è diventata insostenibile e si deve risolvere al più presto».
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