Studenti pendolari, valanga di proteste

Contestati gli orari di alcune corse tra l’entroterra e le sedi delle scuole superiori: «Devono venirci a prendere i genitori»
TERAMO. Orari che non tengono conto delle mutate esigenze di ingressi e uscite da scuola degli studenti, soppressione di corse e condizioni di viaggio che non salvaguardano la salute, ma favoriscono gli assembramenti. Queste le proteste di alcuni scolari e genitori dell’entroterra teramano dopo i primi giorni di ripartenza dell’attività scolastica nei confronti della Tua, l’azienda che si occupa del trasporto pubblico.
«Andiamo a scuola a Roseto e abbiamo problemi per tornare a Montorio», dicono Margherita e Asia, «nei giorni in cui usciamo da scuola alle 14,50 abbiamo solo un autobus che ci porta fino a Castelnuovo e poi devono venire i nostri genitori a prenderci per tre volte a settimana nonostante stiano lavorando. E nell’unico giorno che usciamo alle 13,30 riusciamo ad arrivare a Val Vomano, ma non troviamo più la coincidenza per Montorio che invece c’era l’anno scorso». Stessa situazione per Vanessa e Flavia di Val Vomano: «Tre giorni rimaniamo a Castelnuovo e non ci sono autobus a quell’ora per tornare a casa», aggiungono. Le ragazze insieme alle proprie famiglie hanno rappresentato il disagio alle proprie scuole e alla Tua, finora senza avere risposte.
E degli orari «allucinanti», come li hanno definiti, si lamentano gli studenti delle frazioni di Isola del Gran Sasso. «Mia figlia frequenta il liceo economico - sociale a Teramo e per andare a scuola esce di casa ogni mattina alle 6,20 e torna nel pomeriggio alle 15,30», spiega Fadino Di Pietro di Casale San Nicola, «hanno cambiato gli orari: la linea urbana che porta gli studenti a Ornano dove li aspetta la Tua l’hanno anticipata alle 6,20, così arrivano alle 7,20 a Teramo e stanno in giro un’ora prima di entrare in classe. Quella per tornare da Teramo è stata spostata dalle 13,30 alle 14,10 ed è spesso piena, in barba alle norme anti-Covid».
Gli assembramenti sulle corse sono un problema da risolvere subito per i genitori. «Chiediamo la sicurezza dei nostri figli e quindi più corse per l'entroterra», tuona Barbara De Sanctis, mamma di uno studente di Colledara che frequenta il "Di Poppa - Rozzi" a Nepezzano, «gli autobus sono pochi, gli studenti tanti e si creano ammassamenti che già in situazioni di normalità non sarebbero da tollerare, ma ora sono da proprio da evitare. A scuola vengono prese accortezze che poi si vanificano durante il trasporto. Paghiamo un abbonamento pieno e vogliamo controlli nei punti di carico e sui mezzi».
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