Studio rivela: lo “sdijuno” allunga la vita

30 Marzo 2022

Il 95% dei 68 anziani intervistati cena prima delle 20 e rompe il digiuno con una colazione salata al mattino presto

TERAMO. Nello “sdijuno” il segreto della lunga vita. Lo studio "CenTEnari" portato avanti dall'università di Teramo sembra andare verso questa direzione e, se le ricerche fin qui condotte dal gruppo di esperti guidati dal professor Mauro Serafini andranno a consolidarsi, potrebbero presto arrivare preziosi suggerimenti per vivere più a lungo e in salute. Lo studio è approdato sulla prestigiosa rivista Frontiers in Nutrition con un articolo dal titolo “Early dinner time and caloric restriction lapse contribute to the longevity of nonagenarians and centenarians of the Italian Abruzzo region: a cross-sectional study”. Tra gli autori insieme a Serafini, che è ritenuto fra i massimi esperti al mondo di nutrizione, anche Donato Angelino e Francesca Pietrangeli, tutti della facoltà di Bioscienze dell'università di Teramo.
LE INTERVISTE AI NONNI
In questa fase dello studio sono stati intervistati 46 nonagenari e 22 centenari, il più longevo di 107 anni, della provincia dell'Aquila per raccogliere informazioni su stato di salute, stile di vita e abitudini alimentari. L'elemento principale emerso è legato all'orario dei pasti: più del 95% degli intervistati era solito “sdijunare” (rompere il digiuno della notte). I dati hanno confermato come la cena venisse consumata tra le 19 e le 19.30, garantendo un basso stress post-prandiale notturno e in linea con la ridotta attività metabolica negli orari notturni. Seguiva, intorno alle 6/6.30 della mattina seguente, una colazione salata di circa 200-300 calorie e successivamente il pranzo, il pasto più abbondante, intorno alle 12.30. In questo modo si è identificata una finestra di “restrizione calorica” di circa 17 ore, che permetteva di non “stressare” l’organismo. I risultati hanno anche evidenziato come la stragrande maggioranza degli intervistati goda di ottima salute dal punto di vista cardiovascolare e con una bassissima incidenza di patologie croniche importanti.
LO STUDIO CONTINUA
Il progetto “CenTEnari” si pone ora l’obiettivo di allargare la corte dei centenari abruzzesi in tutta la regione e raccogliere campioni biologici «per uno studio approfondito dei vari marker di benessere metabolico e immunitario. L’obiettivo è definire le abitudini alimentari dei centenari abruzzesi per proporre suggerimenti nutrizionali legati alla crononutrizione che possano aiutare la popolazione a ridurre obesità e patologie correlate, contribuendo alla longevità», spiega Serafini.
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